La liturgia di stasera, 6 novembre, presieduta dall'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, in occasione dell'anniversario della Dedicazione della cattedrale di Lecce, vivrà un momento speciale nel rito di ordinazione di due nuovi diaconi, Simone Maria Politi e Andrea Rizzo.

Per chi è impossibilitato ad essere presente di persona, a partire dalle 18, tutta la celebrazione potrà essere seguita sulla pagina Facebook di Portalecce o in televisione sul canale 19 di Tele Dehon (regia di don Emanuele Tramacere, commenti di Antonio Soleti, il coordinamento tecnico a cura di Lorenzo Galasso).
Per meglio seguire la messa solenne, l’Ufficio liturgico diocesano ha preparato un sussidio puntuale (SCARICA) - strumento utile anche per chi da casa seguirà la messa in tv - che si può scaricare sul cellulare dopo aver disposto l’apparecchio in modalità aereo. È la raccomandazione degli autori in apertura del libretto smart: “Non basta togliere la suoneria - è scritto -. Col telefono in silenzioso, messaggi, notifiche e vibrazioni continuano ad arrivare, e con loro la voglia di dare «solo un'occhiata». In modalità aereo, invece, il telefono smette di chiamarti altrove e di-venta soltanto un libro di preghiera nelle tue mani. Il libretto resta lì, già scaricato, e funziona benissimo. Se puoi, abbassa anche la luminosità dello schermo: chi ti sta accanto ti ringrazierà. Per un'ora il mondo può aspettare. Il Signore, invece, ti aspetta adesso”.
Prima di arrivare al rito della messa e al rito di ordinazione, il sussidio pubblica anche i misteri dolorosi del rosario per le vocazioni che precederà l’Eucaristia alle 17,15; e i ritornelli dei canti per partecipare alle prove per l’assemblea programmate per le 17,40. I testi dei canti, eseguiti dal coro diocesano “Exulta et lauda”, diretto dal maestro Ines Gravili (all’organo Carlo Chirizzi), sono pubblicati integralmente nel sussidio e collocati nei diversi momenti della liturgia.
Concelebrano con mons. Panzetta l’arcivescovo emerito di Lecce, Michele Seccia, l’arcivescovo Luigi Pezzuto, il vescovo emerito di Reshen, Cristoforo Palmieri, il Ministro provinciale dei Frati minori, fra Massimo Tunno e i presbiteri della diocesi.
Il servizio liturgico è prestato dai seminaristi della diocesi, alunni del seminario regionale, guidati dal maestro delle celebrazioni liturgiche episcopali, don Mattia Murra, coadiuvato dai due cerimonieri, don Francesco Pesimena e don Alberto Taurino.
IL RITO DI ORDINAZIONE
Il rito dell’ordinazione diaconale è molto ricco di riferimenti scritturistici e di gesti che, resi più comprensibili dalle monizioni che li accompagnano, risultano di per se stessi una vera e propria catechesi sul diaconato. Il diacono, si legge nel Pontificale Romano (il libro proprio delle celebrazioni del vescovo), ha sostanzialmente tre compiti: «Fortificato dal dono dello Spirito Santo, egli sarà di aiuto al vescovo ed al suo presbiterio nel ministero della parola, dell’altare e della carità, mettendosi al servizio di tutti i fratelli».
Il rito si sviluppa all’interno della liturgia della Parola. Proclamato il Vangelo, Simone Maria e Andrea verranno chiamati e l’arcivescovo lo accoglierà nell’ordine del diaconato. Terminata l’omelia, l’arcivescovo interrogherà i candidati che si impegneranno a promettergli “filiale rispetto ed obbedienza”. Questa promessa, che abbraccia in prospettiva il cammino di tutta una vita, è accompagnata da una consolante rassicurazione di cui si fa portavoce il pastore della diocesi a nome di tutta la comunità: «Dio, che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento».
Il canto delle Litanie dei santi, che esprime la comunione tra la Chiesa terrena e la Chiesa celeste, durante il quale Simone Maria e Andrea si prostreranno per terra ai piedi dell'altare, conclude questi primi momenti ed apre al cuore del rito: l’imposizione delle mani, come un tempo gli Apostoli e la preghiera consacratoria che richiama le due figure bibliche nelle quali si mostrano le funzioni dei diaconi: quella dei Leviti dell’Antico Testamento, a significare l’impegno del servizio all’altare, e quella dei sette diaconi del Nuovo Testamento, il servizio della carità.
I gesti che seguiranno - definiti per ciò stesso “esplicativi” - esprimono visibilmente ciò che lo Spirito Santo ha operato in modo invisibile. I due nuovi diaconi vengono rivestiti degli abiti liturgici propri del grado, cioè la stola di traverso e la dalmatica. A seguire, l'arcivescovo gli consegna il libro dei Vangeli, gesto accompagnato da queste parole che sono più di una monizione, un vero e proprio programma di vita: «Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni». Conclude la liturgia dell’ordinazione l’abbraccio di pace degli ordinati con l’arcivescovo e con gli altri diaconi.
La messa proseguirà con la professione di fede, la preghiera dei fedeli e la liturgia eucaristica durante la quale, per la prima volta, i nuovi diaconi assisteranno il celebrante all'altare.
Al termine della messa l'arcivescovo consegnerà ufficialmente ai sacerdoti e alla diocesi il sussidio - preparato dagli Uffici liturgico, catechistico e Caritas della diocesi - per il cammino d'Avvento e di Natale. Il segno, simbolicamente, darà il via ufficiale all'Anno missionario che l'arcivescovo ha fortemente voluto per la Chiesa di Lecce, un cammino che la spingerà a essere ancora di più Chiesa in uscita.


