Sarebbero in lieve miglioramento le condizioni di salute del card. Salvatore De Giorgi, ricoverato ieri d’urgenza al “Gemelli” di Roma per le gravi conseguenze di una caduta accidentale in casa.

 

 

Dopo aver preso un colpo alla testa, per il porporato di Vernole, arcivescovo emerito di Palermo, è subentrato un edema polmonare che ha compromesso alcune delle funzioni vitali. Ora è sotto stretta osservazione da parte del personale medico del policlinico romano dove fino a qualche giorno fa era ricoverato Papa Leone e dal quale, proprio ieri, sono giunte notizie rassicuranti sull’adenocarcinoma asportato dal polmone: il Santo Padre non avrà bisogno di ulteriori terapie. Pur essendo un tumore maligno è stato prelevato quando era ancora circoscritto e, dunque, grazie alla tempestività della diagnosi e dell’intervento chirurgico, non ha intaccato altri organi.

Tornando al card. De Giorgi, ieri sera don Fernando Doria, parroco di San Vincenzo De Paoli in Lecce, dopo aver sentito al telefono Graziano Paventi, presidente della Fondazione vaticana card. Salvatore De Giorgi, ha fornito al nostro giornale qualche piccola rassicurazione: tranne le ore della sedazione resasi necessaria appena ricoverato, per il resto del tempo don Salvatore ha mantenuto la consueta serenità,  la proverbiale lucidità e la straordinaria forza d’animo che aveva già mostrato appena due anni fa quando, nel giorno del suo 71.mo anniversario di sacerdozio - era il 29 giugno 2024 - era rimasto vittima, suo malgrado, di uno spaventoso incidente stradale (LEGGI) mentre si recava al Campus Biomedico di Roma per portare il conforto agli ammalati insieme con la benedizione del compianto Papa Francesco.

La Chiesa di Lecce ha sempre manifestato gratitudine e affetto per un figlio eletto della comunità diocesana. E anche ieri, appena giunta la notizia del ricovero, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, attraverso i canali social di Portalecce, ha subito invitato sacerdoti e laici alla preghiera per la salute del cardinale.

Nato a Vernole il 6 di settembre 1930, egli ricevette l'ordinazione sacerdotale il 28 giugno 1953 per l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo Francesco Minerva, del quale fu segretario fino al 1958. Da sacerdote, fu primariamente parroco: infatti, il 12 ottobre 1958, divenne il primo parroco della neocostituita parrocchia di Santa Maria delle Grazie in Santa Rosa di Lecce, riuscendo a erigere la chiesa ma anche a costruire la comunità, lungo il suo ministero sacerdotale nel nuovo quartiere della città.

In diocesi è stato anche per vent'anni insegnante di religione, oltre che assistente della Fuci, della Gioventù studentesca, degli Scout, dell'Azione cattolica. Dal 1969 fu delegato e poi vicario per la pastorale diocesana e direttore dell'Ufficio pastorale diocesano.

Poi, il 27 dicembre de 1973, 53 anni fa, fu consacrato vescovo e, per volere del Papa San Paolo VI, fu inviato a Oria. Qui è iniziato il suo lungo ministero episcopale, lasciando tracce indelebili a Foggia, Taranto (dove ricevette la visita all'ex Ilva (all’epoca ancora Italsider) di San Giovanni Paolo II), e Palermo, senza dimenticare il grande lavoro svolto come assistente nazionale di Azione cattolica.

Ciò che ha sempre colpito chi lo ha conosciuto da vicino è il fervore spirituale, la centralità della celebrazione eucaristica e l'intensa attività pastorale svolta da don Salvatore in ogni servizio in cui è stato inviato. L'avanzare dell'età non ha mai diminuito in lui il vigore e l'entusiasmo apostolico, accompagnato sempre da una intensa vita interiore.

Fu creato cardinale da San Giovanni Paolo II nel concistoro del 21 febbraio 1998, cioè 28 anni fa, con il titolo di Santa Maria in Ara Coeli. Nel 2005 partecipò al conclave che elesse Papa Benedetto XVI. Inoltre, dopo la morte del card. Sodano, avvenuta il 27 maggio 2022, è il più anziano cardinale italiano.

 

 

 

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