Non un evento formale, ma un vero e proprio abbraccio di fede e gioia ha pervaso la comunità di Santa Maria della Luce in San Matteo di Lecce, accogliendo il suo pastore, l'arcivescovo Michele Seccia, in una visita pastorale che si è fatta indimenticabile.

È stato il passaggio di un padre tenero e premuroso, un genitore che ha saputo ascoltare ogni preghiera, asciugare ogni lacrima, rispondere ad ogni richiesta, con l'amore incondizionato di chi è davvero innamorato del suo gregge.
L'INCONTRO CHE RINNOVA: VOCI E VOLTI DELLA COMUNITÀ
Fin dal suo arrivo, in concomitanza con la festa di Santa Rita da Cascia, la presenza di mons. Seccia ha acceso un fervore palpabile. Non si trattava solo di devozione alla Santa, ma di un desiderio profondo di accogliere le sue parole, come quando ha esortato a guardare Santa Rita non solo per le grazie, ma per imitarne l'esempio evangelico nelle sfide quotidiane, in particolare quelle familiari.
Il cuore di questa visita è stato un susseguirsi di incontri vivi e significativi, capaci di toccare ogni fibra della comunità. Il vescovo ha saputo farsi vicino, non solo in chiesa, ma tra la gente, per le strade, nei luoghi del bisogno, in ogni storia che il parroco, don Vincenzo Marinaci, gli ha fatto conoscere. Ha visitato ammalati e anziani, portando conforto e una parola amica, fermandosi a chiacchierare con chiunque lo riconoscesse, come un vecchio amico atteso. La sua preghiera silenziosa al santuario delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori e le visite a sorpresa alla Casa della Caritàe al Museo Faggiano hanno mostrato un pastore che si immerge completamente nella vita della sua gente, dalle radici più antiche ai gesti più concreti di carità.
Nel pomeriggio, il dialogo si è esteso alla cooperativa Artwork e agli operatori turistici presso la chiesa di Santa Elisabetta, un segno tangibile di come la fede possa dialogare e arricchire ogni aspetto della vita cittadina. E poi, il momento forse più intimo e atteso: mons. Seccia si è messo a disposizione dei fedeli per confessioni e colloqui personali, prima e dopo la santa messa serale. In un clima di gioia fraterna e conviviale, ha risposto con pazienza e saggezza alle innumerevoli domande, sciogliendo dubbi e infondendo speranza.
Il sabato è stato un vero e proprio tripudio di incontri. Dai bambini e i loro genitori, che hanno gremito la chiesa con canti ed esultanze, testimoniando un attaccamento affettuoso e vivace al loro padre e pastore. Mons. Seccia, "collaboratore instancabile della nostra gioia", ha risposto con tenerezza e fermezza alle loro domande, esortando i catechisti - “punto di diamante” della parrocchia - a proseguire con impegno il loro prezioso lavoro.
Si è poi celebrato il volontariato, anima pulsante della carità parrocchiale: dalla Casa della Carità alle Vincenziane, dal gruppo "Dillo con un panino" all’Emporio. Le parole di don Nicola Macculi sull'importanza di uno sguardo sinodale, che coniughi bellezza e cultura con il servizio alla carità, hanno risuonato come un inno alla condivisione e alla conoscenza reciproca. Le testimonianze commoventi degli ospiti della Casa della Carità, che hanno raccontato di speranza ritrovata e di carità ricevuta, insieme ai volontari che hanno riscoperto la gioia di donarsi, hanno evidenziato la vera forza della comunità.
UN CAMMINO CONDIVISO: LA GIOIA DI ESSERE CHIESA INSIEME
La Visita è stata un'occasione per ribadire l'importanza di aprirsi alle associazioni e ai movimenti diocesani, con un particolare elogio alla Casa della Carità, fornendo conforto in ogni forma, anche nei momenti più difficili come è stato durante la pandemia. La fervorosa presenza della comunità filippina, con i suoi ministranti e la sua gioventù gioiosa, ha arricchito ulteriormente questo quadro di unità e vitalità.
Lacrime di felicità, letizia e un entusiasmo contagioso hanno segnato ogni momento, dimostrando che questa non è stata una semplice visita, ma un'esperienza che ha rinnovato il senso di appartenenza e la gioia di essere Chiesa, insieme. La visita pastorale a Santa Maria della Luce si è conclusa con la crismazione di ventuno tra ragazzi e adulti, in particolare di ragazzi di nazionalità filippina, con la Santa Messa guidata deliziosamente da un coro di adulti della stessa comunità, una conclusione che ha segnato un nuovo, radioso inizio per un cammino condiviso, più forte e consapevole, con un Pastore buono che ha portato con sé il profumo delle sue pecore.
Racconto per immagini di Gianfranco Caligiuri e Arturo Caprioli.

