(17 - continua) “Mio carissimo Tonino, ricordo sempre la tua mamma e ho una preoccupazione. Te la comunico con sincerità fraterna. Forse con la mia iniziativa sono stato causa di ansia e in te e nella mamma. E l’ho fatto per ben due volte”.
(16 - continua) Intense sensazioni mi rapiscono quando mi abbandono alla lettura dei testi di don Tonino Bello. Dal rispetto profondo ad un timore inspiegabile, dalla attesa incessante di qualcosa di nuovo al senso di edificazione che solo la bellezza può donare.
(15-continua) Il primo ottobre del 1976 Tonino Bello fu nominato vicario episcopale per la pastorale diocesana e, esattamente un anno dopo, il primo ottobre del 1977, il vescovo Michele Mincuzzi lo inviò presso la parrocchia del Sacro Cuore di Ugento come vicario economo.
Un anno fa ci lasciava Francesco. Eravamo a conoscenza della fragilità della sua salute, eppure alla sua morte il mondo non era pronto.
(14-continua) Mi capitava spesso in quegli anni di andare a scuola o tornare a casa da scuola con don Tonino. Nella sua “cinquecento”, sempre aperta, con tanti libri sul sedile posteriore.
(13- continua) Ho conosciuto don Tonino quando ero ancora bimbo, e forse ancora prima di incontrarlo.