(6 - continua)

Nell'autunno del 1958 il novello sacerdote ritorna stabilmente nella sua terra. Il vescovo mons. Ruotolo lo destina al seminario di Ugento prima come prefetto e professore, successivamente, dal 1962 al 1974, come vicerettore.

 

(5 - continua) Ad un giornalista che nel 1992 chiedeva a don Tonino di indicare il suo maestro di pace, l'amato pastore così rispose: “A dire il vero, come maestro di pace io sento profondamente solo Gesù Cristo”.

 

(4 - continua) Era l'autunno del 1945 quando, con una valigia piena di sogni, Tonino varcò la soglia del seminario di Ugento dopo aver salutato i fratellini tra le lacrime e compiuto con un calesse, insieme alla mamma, la traversata Alessano-Ugento.

 

(3 - continua) All'età di sei anni Tonino iniziava il suo primo anno di scuola elementare e si affacciava al mondo.

 

(2 - continua) Come per tanti ragazzi coetanei, anche per il piccolo Tonino quelli furono anni difficili. La fame, il lutto, il futuro incerto segnarono i primi anni della sua vita. La scomparsa del padre e dei fratelli maggiori lo costrinsero, già in tenera età, ad assumersi responsabilità da adulto. 

 

Con questo primo articolo, Giancarlo Piccinni, presidente della “Fondazione don Tonino Bello”, inaugura oggi, in esclusiva per Portalecce, una nuova rubrica: “TB. Un pastore non muore mai”. Una narrazione a cadenza domenicale che racconterà don Tonino: l’uomo, l’uomo di Dio, l’uomo di tutti. Quasi una biografia. Irrorata dalle parole e dai gesti di un profeta del nostro tempo.

 

 

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