La cattedrale di Lecce ha visto tutta la comunità diocesana riunita come nel cenacolo per invocare il dono dello Spirito Santo.

Si è svolta ieri sera, alla vigilia della solennità di Pentecoste, la veglia diocesana presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta.
L’appuntamento, che giunge a conclusione del tempo pasquale, ha unito in un momento di raccoglimento numerosi sacerdoti, diaconi, religiosi, movimenti, associazioni e fedeli provenienti dalle parrocchie della diocesi, stretti attorno al loro pastore.
La celebrazione, trasmessa in diretta da Portalecce (GUARDA), per la regia di don Emanuele Tramacere, è iniziata con l’invocazione allo Spirito Santo, seguita dalla liturgia della Parola. L’intenso momento di preghiera ha alternato i canti alle letture, accompagnati da segni e simboli che hanno favorito l’orazione comunitaria in un clima di ascolto e raccoglimento.
Ad animare i canti è stato il coro diocesano “Exulta et lauda”, diretto dalla maestra Ines Gravili, insieme al Coro dei giovani della diocesi diretto da Sara Petrelli e al coro del Cammino Neocatecumenale. L’accompagnamento all’organo è stato affidato al maestro Carlo Chirizzi.
Il servizio liturgico è stato curato dai ministranti della matrice di Surbo guidati dal direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, don Mattia Murra.
Nel suo intervento (IL TESTO INTEGRALE), l’arcivescovo Panzetta ha richiamato il senso profondo della festa di Pentecoste, festa che celebra la nascita della Chiesa: “l’acqua zampillante dello Spirito deve essere interiorizzata e quando viene interiorizzata genera una sorgente di vita di senso che è inesauribile. Noi sappiamo da dove viene quell’acqua, perché proprio nel Vangelo di Giovanni sappiamo che viene dal costato aperto di Cristo”.
L’arcivescovo ha poi sottolineato l’effetto del dono dello Spirito: “il dono dello Spirito produce comunione, il dono dello Spirito quando è accolto, quando è bevuto, produce fraternità, produce dialogo, produce lo sforzo dell’inculturazione, non costringendo gli altri a parlare la nostra lingua, ma entrare nelle culture e portare all’interno di esse, rispettandole nella loro ricchezza e nella loro dignità, la bella notizia del Vangelo”.
Concludendo l’omelia, l’arcivescovo ha invitato la comunità alla preghiera: “preghiamo, dunque, gli uni per gli altri, e sia un’epiclesi fortissima questa di una comunità che invoca il dono dello Spirito Santo, perché dal costato aperto del Signore venga una cascata di grazia e porti nella nostra vita l'anti-Babele del dialogo e porti nella nostra vita un'alleanza rinnovata e porti nella nostra vita, risurrezione, comunità in piedi, capace di realizzare la propria missione”.
La veglia si è conclusa con la consegna ad alcuni presbiteri del dono simbolico di piccole ampolle di profumo, distribuito a tutta l’assemblea, e con la benedizione finale, preparando ciascuno dei presenti a celebrare la solennità nelle proprie parrocchie.
La celebrazione pentecostale ha rinnovato nella comunità diocesana la preghiera allo Spirito Santo come sorgente di unità e di speranza. La Chiesa di Lecce è, così, entrata nella solennità di Pentecoste con il cuore aperto all’azione del Paraclito che rinnova, unisce e invia.
Photogallery di Diego Latino.

