A settant’anni dal Congresso eucaristico nazionale celebratosi a Lecce, Portalecce ricostruisce in più puntate (LEGGI LA PRIMA) la storia di un evento straordinario che la comunità diocesana ha vissuto nel 1956. Il giornale oggi ospita le memorie del card. Salvatore De Giorgi, unico leccese ancora vivente e all’epoca già giovane sacerdote, testimone e protagonista di quella “santa settimana eucaristica”.

 

 

Il Congresso eucaristico nazionale del 29 aprile-6 maggio 1956 ha segnato il più importante evento storico della nostra Chiesa di Lecce. Deve restarne sempre viva la memoria perché il suo messaggio pastorale, culturale e sociale è tuttora attuale.

In un contesto crescente di divisioni, di odi, di guerre e di violenze c'è bisogno come non mai di ricuperare la cultura dell'unità, dell'amore, della concordia e della pace, come non si stanca di ripetere Papa Leone XIV; e la sorgente perenne è "L'Eucaristia sacramento di unità e vincolo di carità", tema generale del Congresso.

È stato un evento storico per la partecipazione, sia di oltre trecentomila fedeli convenuti da ogni parte di Italia sia delle più alte autorità ecclesiali (cinque cardinali: Marcello Mimmi, Legato pontificio, Aghagianan, Lercaro, Micara, Roncalli e circa cinquanta vescovi), politiche (dal presidente della Camera dei deputati, on. Giovanni Leone, a diversi ministri come Moro e La Pira), culturali (come Medi, Nosengo, Spiazzi).

Personalmente ho vissuto da vicino la preparazione e lo svolgimento del Congresso come segretario del vescovo e come membro della Commissione liturgica. Per me è stata una grande grazia del Signore: ha animato la mia giovinezza sacerdotale di un ventiseienne e mi ha accompagnato fino alla vecchiaia di un novantaseienne, ravvivando lo zelo e l'amore per l'Eucaristia, cuore della vita sacerdotale e forza propulsiva del ministero pastorale.

Non potrò dimenticare l'entusiasmo del grande vescovo Francesco Minerva nell'apprendere, il 29 gennaio 1954, la scelta di Lecce come sede del Congresso eucaristico nazionale. Da pastore veramente eucaristico e da uomo concreto, fattivo, creativo e deciso in ogni impegno, si premurò di individuare, incontrandosi spesso con l'arch. Beniamino Barletti, dove celebrare il Congresso, di comporre e presiedere il comitato organizzatore e a volte anche delle diverse commissioni.

Fu accolta da tutti, con viva adesione, la lettera pastorale inviata il 19 marzo 1955, a tutte le parrocchie, esortando a una “mobilitazione generale” di tutti indistintamente - sacerdoti e laici -, sia per la preparazione spirituale, sia per un'accoglienza ospitale dei pellegrini che si rivelò molto generosa.

Non potrò dimenticare il 15 maggio 1955 l'inizio della preparazione immediata con la suggestiva ed emblematica Adorazione Eucaristica all'Anfiteatro che fece di Lecce la “Città dell'Altare”. E coinvolgenti furono anche gli incontri settimanali di catechesi e di cultura, le prediche in piazza di insigni oratori come Padre Lombardi e Padre Lisandrini.

Ma indimenticabili sono soprattutto le Giornate del Congresso per le diverse età e le diverse professioni.

Sul vastissimo palco, la mattina, si celebrava la santa messa e si svolgevano le manifestazioni delle diverse categorie di fedeli; mentre, a sera, con la recita della Preghiera del Congresso dettata dal Papa Pio XII, si alternavano i discorsi di insigni relatori.

Commovente nella prima sera fu la processione e l'accoglienza della Madonna di Leuca, ma ancora più commovente, nella sera successiva, la processione del Ss. Sacramento tra le mani del card. Mimmi su un carro liturgicamente e solennemente addobbato.

Impressionante per la innumerevole e devota partecipazione di fedeli convenuti da ogni parte d'Italia fu la giornata del 6 maggio, conclusa col radiomessaggio del Santo Padre. Il Venerabile Pio XII esaltava "la ridente e cara città di Lecce" per la sua storia, la sua cultura, la sua arte, la tradizione religiosa e soprattutto per la sua fede eucaristica. Apprezzava l'ottima riuscita del Congresso e la efficiente organizzazione ideata dallo ''zelantissimo vescovo'' e realizzata dai suoi solerti collaboratori. Sottolineava gli aspetti teologici del tema congressuale e ne individuava quelli pastorali, familiari e sociali.

Un particolare ricordo conservo del card. Angelo Roncalli (foto a sinistra). Doveva presiedere il 4 maggio, in piazza, la santa messa alle 9, ma per un disguido aereo non poté celebrare, per cui dovette celebrare in cattedrale e mons. Minerva incaricò me ad accompagnarlo. Non avrei mai potuto immaginare di stare a tu per tu con un futuro Papa e un futuro santo. Grande fu la mia gioia quando, due anni dopo, fu eletto Papa e più grande ancora, quando nel 2014, fu dichiarato santo: per me resta un santo protettore come San Paolo VI e San Giovanni Paolo II. Roncalli - che era stato a Lecce nel 1922 come incaricato delle Opere missionarie -, tornando nel Salento ben volentieri su invito del nostro vescovo, suo antico compagno di seminario, si dichiarò affascinato dall'accresciuta bellezza della città e, parlando a numerosissimi sacerdoti, indicava il valore anche sociale dell’Eucaristia.

Concludo, congratulandomi col nostro carissimo e eccellentissimo arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta che ha stabilito la Solennità del Corpo e del Sangue del Signore questo anno sia anche in memoria di quello storico evento a 70 anni della sua celebrazione. E auspico di cuore che ogni anno, il 6 maggio, si ricordi il Congresso per rivisitare e riaccogliere i suoi messaggi, che sono inviti sempre attuali alla nostra amatissima Chiesa di Lecce ad essere sempre più unita e concorde con la forza della Eucaristia, sacramento di unità e vincolo di carità.

 

 

IL CORPUS DOMINI DI QUEST’ANNO

Per fare memoria di quell'evento straordinario e unico nella storia della Chiesa leccese, l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, come preannunciato da Portalecce (LEGGI), ha disposto che, per quest'anno, la celebrazione del Corpus Domini avrà un respiro diocesano e per questo, nella città di Lecce, verrà anticipata a giovedì 4 giugno con la messa in cattedrale e la processione eucaristica per le vie del centro cittadino.

 

Photogallery tratta dall’archivio fotografico di Vittorio e Arturo Caprioli.

 

 



 

 

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