Alcuni gesti lasciano, nella vita di chi li riceve, un’eco profonda. E ciò avviene non solo per il significato intrinseco a quanto si è ricevuto, ma perché chi lo dona riveste il ruolo di presenza fondamentale, di guida che conduce e accompagna i passi di colui che gli si affida.

 

 

Quanto è accaduto ieri sera al termine della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffele Panzetta nella basilica di Santa Croce per il venticinquesimo di ordinazione presbiterale di mons. Mauro Carlino ha proprio questo valore.

Prima della benedizione finale, infatti, il presule ha chiesto al cancelliere arcivescovile, don Vincenzo Martella, di dare lettura della lettera gratulatoria autografa con cui Papa Leone XIV ha voluto prendere parte attiva alla gioia di don Mauro.

Non la semplice pergamena ma un vero e proprio augurale ringraziamento benedicente per un presbitero che, nella fedeltà e nella obbedienza alla Chiesa, ha offerto il suo servizio puntuale e competente alla Santa Sede prima come consigliere di nunziatura in diverse sedi diplomatiche e poi, da ultimo quale segretario del Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato prima di fare rientro in diocesi nelle vesti di segretario particolare dell’arcivescovo Michele Seccia prima e poi di parroco della parrocchia Santissima Trinità in Santa Croce.

“Rivolgo i miei auguri - afferma Papa Prevost - esprimendo riconoscenza per il generoso servizio alla Santa Sede e, mentre invoco su di lui (don Mauro ndr) una effusione dei doni celesti, di cuore imparto la mia Benedizione Apostolica che volentieri estendo ai familiari e alle persone care”.

In una giornata tanto significativa per la vita di un presbitero, accanto alle parole gravide di affetto e di stima del proprio pastore acquistano rilevanza particolare quelle del Romano Pontefice che ha guardato con paterna benevolenza e sollecitudine alla vita e al ministero di un sacerdote e lo ha accompagnato con la preghiera e con l’umana gratitudine che ha saputo riconoscere nelle attitudini di un ministro di Dio le pieghe di una vita interamente donata a Cristo e alla Chiesa.

Chi vive accanto a don Mauro può certamente dire quanto questo gesto – ancor più di un giudizio di innocenza - lo ha commosso e sanamente inorgoglito perché, ancora una volta, si è sentito abbracciato e custodito da quella Chiesa che non è solo una istituzione ma una madre che genera, educa e accompagna i passi di ogni suo figlio.

In queste righe di Papa Leone XIV si intraveda, pertanto, la carezza amorevole del vicario di Cristo che insieme all’abbraccio della Chiesa di Lecce di cui Portalecce si fa interprete augurano a mons. Carlino un ministero fecondo e ricco di letizia spirituale e pastorale.

 

 

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