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Ieri mattina, a Palazzo Carafa, sede del comune di Lecce, si è svolto un sopralluogo per constatare lo stato di conservazione della statua di Sant’ Oronzo, custodita nell’atrio del municipio, e per esaminare alcuni reperti lignei della sua struttura interna.

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L’Arma dei Carabinieri è giustamente celebrata per aver scritto pagine gloriose della storia d’Italia e per i valori che in essa si coltivano come il senso del dovere e dell’onore, la giustizia, lo spirito di sacrificio, la lealtà, la difesa dei più deboli.

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 L’architetto Giuseppe Fiorillo, responsabile dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, è noto per il suo profondo amore per il patrimonio storico del nostro territorio e per i numerosi interventi di restauro condotti per la salvaguardia delle chiese barocche del centro storico leccese, di cui ha più volte segnalato le delicate condizioni di salute artistica. Lo abbiamo contattato per ascoltare le sue opinioni in merito al futuro della statua di Sant’Oronzo ospitata attualmente a Palazzo Carafa.

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Mario Cazzato è un esponente di spicco del panorama culturale pugliese. Storiografo, esperto di architettura, autore di interessantissime pubblicazioni (rimane celebre, tra i tanti, il suo studio Oleum divinae gratiae: l’olio salentino tra letteratura devota, medicina popolare e arte), lo si incontra di solito in quello scrigno del passato di Terra d’Otranto che è la Libreria del sole. Non potevamo dunque non coinvolgerlo nel dibattito in corso sul recupero della statua di Sant’Oronzo.

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Nella sua lunga carriera si è occupato di autentici capolavori d’arte, come il David di Michelangelo, gli Scrovegni di Padova, l’altare di Vuolvinio in Sant’Ambrogio a Milano o il Perseo di Cellini a Firenze. Stiamo parlando del prof. Alfredo Castellano, ordinario di fisica applicata presso l’Unisalento, che con i proff. Alessandro e Giovanni Buccolieri ed il prof. Giorgio Zavarise del Politecnico di Torino, ha offerto la propria consulenza per il recupero della statua di Sant’Oronzo.

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Secondo la tradizione leccese, il primo vescovo della città, alla sua nascita, venne chiamato Publio, come il padre. Fu solo in seguito al battesimo che assunse il nome di Oronzo, con cui oggi viene venerato.

 

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