La comunità di San Guido in Lecce ha accolto il nuovo parroco, don Salvatore Scardino.

Una celebrazione intensa e partecipata, presieduta dall'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, che ha segnato l'inizio di un nuovo cammino pastorale, nel segno dell'umiltà, dell'accoglienza e della fraternità.
Una chiesa gremita, tanti volti, emozioni e abbracci hanno accompagnato l'ingresso ufficiale di don Salvatore come nuova guida della comunità. Un momento di particolare significato ecclesiale e umano, vissuto alla presenza dell'arcivescovo che ha presieduto la celebrazione eucaristica, offrendo nell'omelia preziose indicazioni per il ministero del nuovo parroco e per il cammino dell'intera comunità.
Partendo dalla prima lettura della liturgia del giorno, tratta dalla Lettera di San Paolo ai Filippesi, nell’omelia (IL TESTO INTEGRALE) l'arcivescovo ha richiamato il valore fondamentale dell'umiltà, ricordando che soltanto conformandosi a Cristo la Chiesa può diventare autenticamente una comunità di fratelli. L'umiltà, ha sottolineato, non è semplicemente una virtù personale, ma il fondamento sul quale costruire relazioni sincere, superare le divisioni e imparare a camminare insieme. È proprio dall'umiltà che nasce una comunità capace di accogliere, condividere e vivere la fraternità.
Un passaggio particolarmente significativo dell'omelia ha riguardato il Vangelo del giorno, nel quale Gesù racconta la parabola del padrone di casa che invita gli ospiti al banchetto. In questa immagine l'arcivescovo ha individuato una chiave di lettura importante del ministero parrocchiale: il servo che esce a chiamare e invitare rappresenta, in modo paradigmatico, la figura del parroco.
Il sacerdote è chiamato a farsi messaggero dell'invito di Dio, andando incontro alle persone e sollecitando tutti a prendere parte alla vita della comunità. Un invito che non conosce esclusioni e non si ferma davanti alle difficoltà o ai rifiuti che, talvolta, accompagnano l'azione pastorale. Nella parabola, infatti, sono proprio i poveri, gli ultimi e gli emarginati i primi ad accogliere l'invito del padrone di casa. Ma la chiamata, ha ricordato l'arcivescovo, è rivolta a tutti.
È questa, dunque, una delle missioni più importanti di un parroco: uscire, cercare, chiamare, invitare, incoraggiare le persone a sentirsi parte della comunità cristiana. Una Chiesa che non attende soltanto, ma che sa andare incontro, aprire le porte e far sentire ciascuno accolto e atteso.
Al termine della celebrazione, nel suo primo saluto alla nuova comunità, don Salvatore ha dato voce a sentimenti di gratitudine, emozione e speranza. Un pensiero affettuoso è andato alla comunità di Melendugno, che lascia portando con sé, come ha detto, «un pezzo del mio cuore». Una comunità che ha voluto essere presente numerosa, testimoniando con la propria partecipazione il legame profondo costruito negli anni e l'affetto verso il sacerdote che ha accompagnato il suo cammino.
Ora, però, è tempo di salire su una nuova barca: quella della parrocchia di San Guido. Don Salvatore ha voluto ringraziare anche il suo predecessore, don Alessandro, per il lavoro svolto e per avergli consegnato una comunità che «naviga rivolta all'orizzonte di Dio». Un'immagine suggestiva, che esprime la volontà di non interrompere il cammino già intrapreso, ma di proseguirlo con fiducia, custodendo quanto è stato costruito e aprendosi a nuove prospettive.
Nel suo saluto, il nuovo parroco ha ribadito un desiderio che sarà certamente al centro del suo servizio: fare della parrocchia una casa per tutti. Una casa nella quale nessuno si senta estraneo, nella quale ciascuno possa trovare accoglienza e sentirsi parte di una famiglia. Ha espresso l'auspicio che ogni persona, entrando in chiesa, possa percepire la presenza del Signore e riconoscere nella comunità un luogo in cui vivere la fede, condividere le gioie e le fatiche e ritrovare la forza per ripartire.
Infine, un pensiero che racchiude il senso più profondo del ministero sacerdotale e che don Salvatore ha affidato alla comunità come invito a camminare insieme: un sacerdote è forte soltanto nella preghiera del suo popolo.
Con queste parole si apre una nuova pagina per la parrocchia di San Guido. Un nuovo parroco, una comunità che lo accoglie e un cammino da costruire insieme, consapevoli che la Chiesa non è una barca guidata da uno solo, ma una famiglia di fratelli che, sostenuti dalla fede e dalla preghiera, navigano verso un unico orizzonte: Dio.
A don Salvatore l'augurio di sentirsi presto a casa e di trovare nella comunità di San Guido non soltanto collaboratori, ma fratelli con i quali condividere la bellezza e la responsabilità dell'annuncio del Vangelo.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

