Un ultimo atto prima dell’imposizione delle mani e della solenne preghiera di consacrazione nel primo grado dell’Ordine sacro: il diaconato.

Nella imminenza della sacra ordinazione diaconale prevista nella chiesa cattedrale per venerdì 6 novembre, festa del 269.mo anniversario della Dedicazione della cattedrale di Lecce, alle 18 (diretta Fb su Portalecce e in tv su Tele Dehon) per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, gli accoliti Simone Maria Politi e Andrea Rizzo hanno emesso nella Curia metropolitana la declaratio davanti al pastore della Chiesa di Lecce e ad una rappresentanza dei sacerdoti, parroci e officiali della Curia.
Di cosa si tratta? La declaratio (o dichiarazione d'intenti) è un atto formale e giuridico in cui i candidati al diaconato o al presbiterato, prima dell'ordinazione, manifestano pubblicamente e solennemente davanti al vescovo la volontà di assumere gli impegni del ministero.
Con essa, gli ordinandi promettono obbedienza, fedeltà al celibato (se non sono sposati, nel caso dei diaconi permanenti) oltre alla assiduità della recita della Liturgia delle Ore.
Simone Maria e Andrea, dopo aver emesso la professione di fede hanno dichiarato di conoscere gli impegni del sacro Ordine e di volerli osservare, con l'aiuto di Dio, per tutta la vita; inoltre, hanno espresso la volontà di comprendere il valore reale del celibato ecclesiastico, giurando con la mano sul libro delle Scritture di rispettarlo e osservarlo per sempre e hanno promesso di obbedire al vescovo e ai superiori, offrendosi come esempio di virtù nel servizio.
L’atto si è concluso con la firma dei documenti ufficiali da parte dei due candidati al diaconato, del cancelliere diocesano, don Vincenzo Martella e dell’arcivescovo Panzetta.
Photogallery di Arturo Caprioli.


