“Guai a chi cerca di trascinare Dio nel prendere parte alle guerre!” aveva ripetuto un anno fa Papa Francesco a Parigi ai partecipanti ad un incontro internazionale per la pace.

“Faccio mie queste parole (di Papa Francesco, ndr) - ha ribadito Papa Leone concludendo l’atra sera al Colosseo l’evento ‘Osare la pace’ alla presenza dei leader religiosi di tutto il mondo - e ripeto con forza: mai la guerra è santa, solo la pace è santa, perché voluta da Dio!”.
“Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, di distruzioni, esuli - ha affermato con forza Leone -! Noi oggi, insieme, manifestiamo non solo la nostra ferma volontà di pace, ma anche la consapevolezza che la preghiera è una grande forza di riconciliazione. Chi non prega abusa della religione, persino per uccidere. La preghiera è un movimento dello spirito, un’apertura del cuore. Non parole gridate, non comportamenti esibiti, non slogan religiosi usati contro le creature di Dio. Abbiamo fede che la preghiera cambi la storia dei popoli. I luoghi di preghiera siano tende dell’incontro, santuari di riconciliazione, oasi di pace”.
Non si stanca mai di ripeterlo Papa Leone in questo tempo così terribilmente segnato dalla guerra: pregare, pregare, pregare per la pace.
Anche la Chiesa di Lecce lo farà unita e concorde domani sera, 31 ottobre, insieme al suo pastore l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. Alla vigilia della solennità di Tutti i Santi alle 19.45, la comunità diocesana - i sacerdoti, i religiosi, le religiose, le associazioni e i movimenti che operano in diocesi - si radunerà in Piazza Duomo.
Da qui, dopo i riti d’introduzione e la preghiera colletta, ciascuno con la propria fiaccola attingerà la luce al cero pasquale. Subito dopo si snoderà una marcia silenziosa aux flambaux che giungerà presso la basilica del Rosario dove, ai piedi della statua della Madonna del Rosario, cui la città è molto devota, il presule leccese guiderà la preghiera del rosario secondo lo schema proposto dalla Cei (SCARICA) e approvato dal Santo Padre. Al termine l’invocazione della Salve Regina, le litanie e la benedizione finale.
L'ufficio liturgico diocesano guidato da don Mattia Murra a breve diffonderà un sussidio per meglio seguire tutta la celebrazione.
“Con la forza della preghiera - così concludeva l’altra sera Leone XIV il suo messaggio al Colosseo -, con mani nude alzate al cielo e con mani aperte verso gli altri, dobbiamo far sì che tramonti presto questa stagione della storia segnata dalla guerra e dalla prepotenza della forza e inizi una storia nuova. Non possiamo accettare che questa stagione perduri oltre, che plasmi la mentalità dei popoli, che ci si abitui alla guerra come compagna normale della storia umana. Basta! È il grido dei poveri e il grido della terra. Basta! Signore, ascolta il nostro grido!


