Il prossimo 6 marzo la comunità di Acaya torna a celebrare la Vergine Addolorata. Messe alle 8 30, alle 11 e alle 18 30; quest’ultima sarà presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta.

 

 

 

 

“La nostra comunità di Acaya celebra con particolare devozione la festa della Beata Vergine Maria Addolorata il primo venerdì del mese di marzo, guardando con profonda venerazione a colei che ha saputo vivere la sua fede nelle prove più dolorose dell'esistenza umana. Maria non ha conosciuto una vita facile o priva di sofferenza: dal momento in cui accolse l'annuncio dell'angelo fino ai piedi della croce, la sua esistenza fu segnata da sofferenze che avrebbero potuto schiantare la fede di chiunque”. Lo spiega il parroco don Valentin Diac annunciando l’arrivo di questa ricorrenza.

“Eppure, proprio in questa sofferenza Maria - continua don Valentin - rivela la grandezza autentica della sua santità. Non fu preservata dal dolore, al contrario, lo conobbe nelle sue forme più strazianti: l'esilio forzato in Egitto, il tormento nella ricerca del Figlio dodicenne smarrito, l'angoscia di vederlo respinto e perseguitato, fino all'atroce supplizio della crocifissione. In tutto questo, Maria rimase fedele, non perché fosse al di sopra della nostra umanità, ma proprio perché ne condivise pienamente i limiti e le fragilità. In Lei vediamo che la sofferenza, nelle sue molteplici forme, non è un castigo, ma un luogo di obbedienza al Padre. Maria non ha cercato scorciatoie divine per evitare il dolore del Figlio; lo ha attraversato restando in piedi, insegnandoci che si può essere pienamente partecipi della volontà di Dio anche quando il cuore è trafitto. Recentemente, la Chiesa ha ribadito con chiarezza che Maria non è corredentrice. Lungi dall'essere una diminuzione del suo valore, questa affermazione ne esalta la vera grandezza. Maria non è una semi-divinità che affianca Cristo nell'opera della salvezza: è creatura, come noi. Ha vissuto nella totale dipendenza da Dio, accettando fino in fondo il limite della sua creaturalità. È proprio questo che la rende modello perfetto di fede: ha camminato nel buio, ha sofferto senza comprendere pienamente, ha obbedito ai comandamenti e ai precetti del Signore anche quando il cuore le si spezzava. In Maria Addolorata scopriamo che la santità non consiste nell'essere esentati dalla croce, ma nell'accettarla con fede. La sua sofferenza non fu un privilegio, ma una partecipazione autentica al mistero pasquale del Figlio. Ella ci insegna che il dolore, pur restando un mistero che ci ferisce, può diventare luogo di incontro con Dio, spazio in cui la fede si purifica e si raffina”.

 

 

 

 

La celebrazione vespertina del 6 marzo - conclude don Valentin - sarà celebrata dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, alla Divina Liturgia che chiuderà solennemente la festa, la nostra comunità avrà la gioia di accogliere per la prima volta il nuovo arcivescovo. Sarà un momento di comunione profonda in cui, sotto lo sguardo materno di Maria, la sua presenza suggella il nostro legame con la Chiesa e rinnova il nostro impegno a camminare nella fede. Come Maria, anche noi vogliamo vivere sapendo che il dolore e la sofferenza fanno parte del nostro limite creaturale. Non sono ostacoli al cammino con il Signore, ma possono diventare, se accolti nella fede, occasione di crescita e di conformazione più profonda a Cristo. Affidiamo a Maria Addolorata le nostre sofferenze, certi che Ella, che ha conosciuto il dolore più grande, intercede per noi e ci accompagna verso la gioia pasquale che non avrà fine”.

Questa ricorrenza è ricordata dai cittadini di Acaya anche come festa della “Madonna te li Pampasciuni”, infatti per domenica 8 marzo, la Pro Loco di Acaya insieme al Polo biblio-museale di Lecce, ente che ora si occupa della gestione del Castello, ha organizzato una giornata dedicata a questo prodotto, con un incontro tematico che si terrà alle 16.30, seguito da una gara gastronomico ed uno spettacolo poetico-musicale con Enzo Marinaci e Giovanni Leuzzi.

 

 

 

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