Un intenso percorso fatto di celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera, musica, cultura e tradizione si è concluso nei giorni scorsi a Lequile, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226.

Una ricorrenza particolarmente sentita dalla comunità e fortemente voluta dal rettore-parroco, don Andrea Zonno, e dai Terziari francescani di Lequile, guidati dal ministro Giovanni Pati.
Per diversi giorni la comunità si è stretta attorno alla figura del Santo di Assisi, riscoprendone il messaggio evangelico e l’attualità dei suoi valori: fraternità, pace, semplicità e amore per il creato.
Il programma ha preso il via domenica 20 settembre, nella rettoria di San Francesco, con la santa messa presieduta da Fra Michele Carriero, assistente locale dell’Ordine francescano secolare (Ofs). Nel corso della celebrazione si è svolta anche la significativa intronizzazione della statua di San Francesco, curata dai Terziari. Un momento importante, che ha dato ufficialmente inizio al cammino di preparazione alla festa e ha posto la figura del Santo al centro della vita comunitaria.
Il percorso è proseguito con la novena di preparazione, durante la quale si sono alternati alla presidenza delle celebrazioni don Andrea Zonno, don Gino Scardino, don Vito Caputo, don Michele Giannone e don Luca Nestola. Le diverse liturgie hanno rappresentato altrettante occasioni di ascolto, riflessione e preghiera, accompagnando i fedeli verso il momento centrale delle celebrazioni. La partecipazione registrata durante la novena ha confermato il profondo legame della comunità lequilese con la tradizione francescana e con la Rettoria dedicata al Santo.
Accanto agli appuntamenti liturgici, non sono mancati momenti capaci di coniugare fede, cultura e musica. Particolarmente significativo è stato l’incontro di domenica 27 settembre, “Lequile per San Francesco: parole e musica”, curato dalla Schola Cantorum Laudate e dal Gruppo lettura amici della biblioteca.
L’esecuzione di alcune laudi medievali del Laudario di Cortona, risalente al XIII secolo, insieme alla lettura di brani letterari e di commenti storico-biografici, ha offerto ai presenti un percorso dedicato alla vita e alla spiritualità di San Francesco. L’iniziativa ha dimostrato ancora una volta come la devozione possa incontrare la cultura e trasformarsi in occasione di conoscenza, riflessione e partecipazione.
Il primo ottobre la comunità si è riunita per l’adorazione eucaristica. Nella stessa giornata alcuni gruppi di visitatori hanno potuto conoscere i luoghi del convento e della Rettoria, accompagnati da volontari lequilesi esperti e appassionati della storia del complesso religioso.
La vigilia della festa, sabato 3 ottobre, ha avuto un particolare carattere spirituale e musicale. Dopo il rito del Transito, la comunità ha assistito al concerto “Sulla via di San Francesco”, curato dal complesso “Voci dello Spirito”, con musiche del maestro Giuseppe Gigante. L’appuntamento ha accompagnato i presenti verso la festa attraverso un itinerario musicale ispirato alla vita e al messaggio del Santo.
Il momento culminante dell’intero programma è stato domenica 4 ottobre, giorno della festa di San Francesco, patrono d’Italia. La giornata si è aperta con le celebrazioni eucaristiche, seguite dalla “Camminata della fratellanza”, iniziativa voluta dall’Amministrazione comunale per ricordare il patrono d’Italia. Il percorso, a piedi per le strade del centro, ha visto alcune associazioni proporre messaggi ispirati ai valori francescani.
Al punto di arrivo, il sindaco Vincenzo Carlà ha reso omaggio a San Francesco deponendo una corona d’ulivo, segno di pace e di speranza. Ai presenti è stato inoltre offerto un momento conviviale in stile francescano nel chiostro dell’antico convento, preparato dalla Pro Loco.
Nel pomeriggio, il sagrato della rettoria è stato animato dalla tradizionale benedizione degli uccelli e degli animali, uno dei momenti più caratteristici della festa e particolarmente caro alla sensibilità francescana.
La presenza dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha rappresentato uno degli appuntamenti più significativi dell’intera giornata. Numerosi fedeli hanno gremito la chiesa, partecipando in un clima di preghiera, ascolto e raccoglimento. Nell’omelia, il presule ha ricordato la responsabilità affidata ancora oggi dalla testimonianza di Francesco: “Questa sera Francesco con responsabilità ci dice: quello che avete visto che io otto secoli fa ho fatto, fatelo anche voi. Perché non basta semplicemente rimanere stupiti dalla bellezza dei santi: è necessario che questo affetto, questa amicizia diventi imitazione. Così come Francesco, nell’amicizia con Gesù, è diventato sempre più simile a lui, anche noi, per diventare simili a Gesù, possiamo assomigliare a Francesco. Egli è una splendida icona di Gesù, immagine di che cosa sia una vita buona, che piaccia al Signore”.
Al termine della celebrazione, la statua del santo ha attraversato le strade del paese, accompagnata dalla preghiera e dalla presenza di numerosi fedeli, amministratori e rappresentanti delle realtà associative e parrocchiali. San Francesco è stato portato in mezzo alla sua gente, quasi a sottolineare la dimensione popolare e comunitaria di una devozione radicata nella storia di Lequile, ma ancora capace di parlare alle nuove generazioni.
Lo spettacolo pirotecnico, la venerazione della reliquia e l’intrattenimento con il piccolo luna park, le castagne e i dolciumi hanno reso più lieto il tempo della compagnia e della condivisione.
A concludere ufficialmente il cammino sarà la santa messa vespertina di ringraziamento, fissata per domani 11 ottobre. Un ultimo momento per rendere grazie per una celebrazione che ha saputo unire fede, tradizione, cultura e impegno comunitario nel segno di San Francesco.

