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È passato un mese dalla morte di mons. De Simone, l’ultimo “don Oronzo” tra i sacerdoti della Chiesa di Lecce. Se n’è andato secondo il suo stile: in silenzio e senza far rumore.

 

 

 

Era il 26 agosto scorso, giorno della festa patronale dei Leccesi in onore di Sant’Oronzo, santo di cui portava il nome, e mentre si apprestava a consumare il tradizionale pranzo della festa, un improvviso malore ha aperto a don Oronzo le porte del paradiso (LEGGI).

Su questa esemplare figura sacerdotale, un mese fa, Portalecce non si è risparmiata in parole e immagini. Cardinali (LEGGI) e (LEGGI), vescovi (LEGGI) e (LEGGI), sacerdoti (LEGGI) e laici (LEGGI) hanno fatto a gara pur di esaltarne la memoria con sentimenti di ammirazione e di riconoscenza.

Domani 25 settembre ci sarà un’altra occasione per dire grazie al Buon Pastore per aver donato alla Chiesa di Lecce un sacerdote santo, esempio fulgido per i preti oggi, un pastore buono e semplice che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del presbiterio diocesano e nelle migliaia di fedeli che hanno avuto il dono di conoscerlo, amarlo e ricevere il perdono del Padre misericordioso attraverso il sacramento della riconciliazione specie nel confessionale della cattedrale.

Domani alle 18:30 nella chiesa di San Giuseppe in Lecce nei pressi di piazza Sant'Oronzo, l’arcivescovo Michele Seccia, presiederà l’eucarestia di suffragio nel trigesimo della sua morte e inviterà tutti alla preghiera per l’anima benedetta di don Oronzo De Simone.

 

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