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Lo scorso 25 gennaio, anniversario della Dedicazione della parrocchia San Giovanni Bosco in San Pietro Vernoticomons. Luigi Pezzuto, già nunzio apostolico, ha benedetto il nuovo ambone e il nuovo fonte battesimale che andrà ad abbellire il presbiterio dell’aula liturgica.

 

 

 

In questa occasione il parroco don Alessandro Mele e l’intera comunità hanno voluto esprimere il sentimento di profonda gratitudine verso la famiglia che ha offerto la meravigliosa opera d’arte. Infatti, in un comunicato, sul sito della parrocchia, si legge: “Non avremmo mai potuto immaginare che quel progetto ideato contemporaneamente alla posa in opera delle vetrate sarebbe diventato così presto realtà”.

L’opera è stata realizzata da Progetto Arte Poli, il cui sarà significato teologico così è descritto nel sito.

La vicinanza del fonte battesimale all’ambone, in una posizione meno evidente ma in modo che entrambi i fuochi liturgici siano ben visibili, deriva da una tradizione secolare, in particolare da quando nel medioevo si posizionava il fonte battesimale sotto al pulpito (l’ambone sopraelevato raggiungibile mediante una scala e posizionato solitamente a lato dell’assemblea). Questo posizionamento lega il messaggio di Salvezza avvenuta con la Risurrezione di Gesù, al sacramento del battesimo durante il quale siamo partecipi della Sua Morte e della Sua Risurrezione venendo così a nuova vita, purificati dal peccato originale.

La disposizione aveva e ha tuttora anche una sua praticità: veniva utilizzato lo spazio sottostante il pulpito, solitamente sopraelevato da una serie di colonne, che era così sacralizzato in tutta la sua verticalità (senza il rischio che divenisse un punto di passaggio dei fedeli) e al tempo stesso dava una certa visibilità anche al fonte battesimale (altrimenti relegato in una posizione marginale oppure opposta all’area presbiteriale e poco visibile).

Con la scomparsa del pulpito e la rinnovata importanza dell’ambone, più vicino all’assemblea, si è cercata una nuova posizione per il fonte battesimale con soluzioni a volte infelici per la mancanza di una chiarezza sul significato e sulla presenza del fuoco liturgico, oppure per la troppa vicinanza al presbiterio che favoriva la partecipazione alla liturgia del battesimo ma toglieva centralità all’altare e agli altri elementi della liturgia eucaristica.

Il legame tra l’acqua e la parola lo troviamo anche nell’episodio degli atti degli apostoli dove Filippo battezza l’eunuco (cf. At 8,26.40).

L’arredo è stato disegnato dal maestro Poli riprendendo l’idea del carro di cui si intravede la ruota artisticamente elaborata con raggi e incisioni dorate, ruota che è un richiamo anche alla pietra a chiusura del sepolcro e alla luce della Risurrezione.

Tutto l’arredo nel suo complesso è proteso verso l’assemblea e separato in un certo senso dal presbiterio, separazione rimarcata dalla decorazione musiva pavimentale che, con i colori azzurri e blu della pietra naturale richiama il tema e la simbologia dell’acqua.

“In attesa di realizzare il resto del progetto, sostenuti dalla provvidenza e dal grande cuore dei nostri parrocchiani – è l’appello del parroco -, godiamoci la nostra chiesa che è bella e sarà sempre più bella!”.

 

Foto di Fotografica Lazoi

 

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