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La tanto attesa rievocazione storica di Lequile ritorna con il corteo storico, impegnando più di 200 figuranti con abiti d’epoca in uno scenario suggestivo amato dai cittadini lequilesi.

 

 

 

Quest’anno si celebrano i trecento anni dall’arrivo delle reliquie del santo protettore, di proprietà dei monaci Gesuiti del Sacro Collegio di Sant’Ignazio di Napoli, contenenti il prezioso sangue di San Vito Martire. Questo evento accolto da numerosi cittadini, accorsi numerosi nella piazza dedicata al santo oltre ai figuranti che si sono prestati e si sono dedicati per vocazione, offrendo il loro servizio che da qualche anno ero fermo per via della pandemia.

Ha visto il pomeriggio di sabato 18 giugno anche la partecipazione degli sbandieratori di Oria, i tamburini e una rappresentanza del corteo storico proveniente da Copertino. Partecipazione assoluta delle classi primarie dell’Istituto comprensivo di Lequile, con l’aiuto dei loro insegnanti, hanno rappresentato con tutto il loro impegno guidando i loro piccoli figuranti e mettendo in evidenza la devozione di San Vito. La storia narra che dalla lontana Napoli giunse a Lequile una delegazione di monaci Gesuiti che portarono il sacro reliquario, ad attenderli oltre al sindaco Nicola Saverio Bovi e la sua consorte, il Barone Francesco Antonio Marisco con la moglie, nonché il notaio Vito Antonio Giancane e il giudice Leonardo Pascali, accompagnati, anch’essi, dalle rispettive consorti in una fervida cornice religiosa.

Il comitato organizzativo e la Deputazione San Vito martire, rappresentata dal presidente Fabio Lettere, sono da tempo impegnati nella diffusione del culto e la fede verso il santo patrono di Lequile, e hanno preparato per i prossimi giorni numerose attività religiose e civili.

Il direttore artistico Luigi Serio ha organizzato e guidato il corteo storico, che con passione e competenza coordina da molti anni. La manifestazione e il ricordo è avvenuto in piazza San Vito e da lì si è spostato attraversando diverse vie del centro di Lequile e Dragoni, concludendosi in serata alla presenza dei parroci e delle autorità civili con il rito della consegna del bauletto con le reliquie del santo a don Carlo Calvaruso e la dama delle chiavi che consegna al sindaco dell’epoca che a sua volta le consegna all’attuale sindaco Vincenzo Carlà e infine il segno del martirio consegnato a don Carmelo Gentile. Al termine della manifestazione il gruppo 'Alla bua' ha allietato con la musica la serata.

 

 

 

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