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Una pausa forzata per la seconda edizione della scuola di formazione politica, promossa dall’arcidiocesi, per una politica educata, gentile nei linguaggi e nei modi, rispettosa della persona e insieme competente.

 

 

Infatti uniformandosi alle disposizioni emanate circa le misure da adottare  per contrastare la diffusione dei contagi da Coronavirus, con i conseguenti riflessi sulla mobilità e sulla possibilità stessa di ritrovarsi in ambienti ristretti  è stato necessario sospendere tutti gli incontri programmati nell’ambito della seconda edizione della scuola di formazione politica.

Due gli incontri che hanno visto una interessata partecipazione, quello del 21 febbraio che ha affrontato il dibattito del significato del concetto di confine, in un mondo caratterizzato, spesso drammaticamente, dall’emigrazione con Dario Fabbri giornalista e consigliere scientifico di “Limes”, rivista geopolitica di Roma, il secondo quello del  28 febbraio che ha sviluppato l’analisi dell’ascesa dei nazional-populisti e la conseguente crisi dell’ideale europeo con Michele Carducci, docente di Diritto presso Unisalento.

Sospesi sino a nuova data da comunicare gli incontri: del  6 marzo con il populismo e la crisi della  democrazia di Paolo Segatti, sociologo dell’ Università di Milano;  del 16 marzo ancora sul populismo associato con l’ossessione identitaria al centro con Marida Nicolaci, biblista, docente della Pontificia Università teologica della Sicilia; del 27 marzo con Paolo Pombeni, professore emerito dell’Università di BolognaPierluigi Castagnetti, presidente dell’Associazione “I Popolari” e Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl, sul  tema dei cristiani democratici e le nuove forme di politica. Ed infine a data da definire la conclusione del corso con Emanuele Felice, economista e storico dell’economia dell’Università di Chieti-Pescara, che indicherà una nuova possibile declinazione della “questione meridionale”.

La vera sfida oggi, per i cattolici – ha osservato  Luigi Lochi  coordinatore della scuola- non è quella dioccupare uno spazio” ma “promuovere processi innovativi che tengano conto dei bisogni e dei sentimenti delle persone”. Accanto a questa sfida la responsabilità di rispondere in maniera ‘educata’, consapevole e seria ad un’emergenza sanitaria che coinvolge tutti, in attesa di tempi più adatti e idonei a dibattiti ed incontri.

 

Forum Famiglie Puglia