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“La notizia della grave intimidazione ai danni del dott. Rodolfo Rollo e della sua famiglia mi ha lasciato sgomento non solo per le intollerabili modalità con cui è avvenuto ma soprattutto per le motivazioni che hanno accompagnato un simile gesto”.

 

 

Sono le parole dell’arcivescovo Michele Seccia non appena ha appreso che il direttore generale ha ricevuto in busta anonima, due bossoli di pistola accompagnati da un messaggio dattiloscritto in cui gli veniva “ordinato” di prorogare i contratti in scadenza di 30 dipendenti attualmente in servizio, a tempo determinato, in Asl Lecce.

“Le minacce, linguaggio tipico di una cultura criminale - ha osservato Seccia - che non è certamente caratteristico del nostro popolo buono e generoso, non possono essere l’espediente per sostituire gli strumenti tipici della concertazione, ossia il dialogo aperto ed eventualmente una trattativa equilibrata nel libero e totale rispetto dei diritti di tutti. Né, tantomeno, il rischio di un licenziamento può indurre a gesti che tutti dobbiamo imparare a censurare con franchezza e onestà intellettuale”.

“Mentre con fermezza condanno il deplorevole atto intimidatorio - ha concluso l’arcivescovo -, con tutta la comunità diocesana mi stringo in segno di stima, solidarietà e vicinanza al dott. Rollo, alla moglie e ai suoi figli. Conosco bene lo spessore morale del direttore e anche la professionalità e la competenza con cui guida la nostra Asl e soprattutto con quale concreto spirito di abnegazione si sia speso, nel delicato ruolo che riveste, nei momenti più bui che questa pandemia ci ha riservato: gli auguro di ritrovare presto la serenità smarrita per continuare a lavorare con il consueto apprezzato impegno al servizio di tutta la comunità salentina”.

 

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