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“Ricordare l’anniversario della Dedicazione della nostra cattedrale richiama immediatamente alla memoria le radici sante da cui proveniamo, il lungo cammino di fede di ci ha preceduto, i frutti di santità che sono maturati con abbondanza lungo i secoli anche grazie al magistero dei vescovi che si sono succeduti sulla cattedra di Sant’Oronzo, espressione visibile della fecondità della grazia di Dio, che ha accompagnato nel tempo la Chiesa che è in Lecce”.

 

 

 

Sono le parole che l’arcivescovo Michele Seccia ha voluto rivolgere alla comunità diocesana per invitarla alla partecipazione alla solenne concelebrazione eucaristica di domani sera, 6 novembre, che egli presiederà per festeggiare il 265° compleanno della chiesa madre della diocesi di Lecce.

“Non dimentichiamo, poi - ha aggiunto Seccia -, che noi leccesi siamo figli di una Chiesa nata dal sangue dei martiri. La vita offerta dai nostri patroni, Oronzo Giusto e Fortunato genera non solo ammirazione per il loro sacrificio, ma deve suscitare nuovi cristiani, non solo numericamente, ma soprattutto a livello qualitativo, perché il loro martirio è destinato a fruttificare, fino a generare ‘cristiani nuovi’, amanti e costruttori di comunione. Sia di buon auspicio in questo senso anche l’Ammissione all’Ordine del diaconato permanente di tre nostri fratelli - Maurizio GiancaneVinicio Russo e Pierpaolo Signore (ndr) -, che presto saranno nuovi servi della nostra comunità diocesana”.

“Domani sera, infine - ha concluso l’arcivescovo -, rivolgeremo al Signore una preghiera speciale: sacerdoti e fedeli laici chiederemo insieme, in modo particolare in questo tempo sinodale, il dono dell’unità come frutto dell’eucarestia che celebreremo. Per questo vi aspetto numerosi. Lo so: essere uniti, camminare insieme, diventare un solo corpo e un solo spirito è molto faticoso ma, ne sono convinto, è la testimonianza indispensabile per essere credibili dal mondo, facendo tesoro di quanto ci raccomanda Sant’Ignazio d’Antiochia: Nulla esista tra voi che possa dividervi… ma sia un’unica preghiera, un unico spirito, un’unica speranza, nell’amore e nella gioia”.

Chi non potrà partecipare di persona alla messa in cattedrale potrà seguire l’intera celebrazione trasmessa in diretta streaming da Portalecce (pagina Fb) e in tv da Teledehon (ch 19) per la regia di Paolo Longo, il commento (su testi preparati dall’Ufficio liturgico diocesano) di Francesco Capoccia e la traduzione live nella lingua dei segni (Lis).

 

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