0
0
0
s2sdefault

La “famiglia con due case”, come suole ripetere don Luigi Lezzi, parroco delle due comunità parrocchiali di Maria SS. del Pane e di Sant’Antonio Abate, compatroni di Novoli, ha incontrato il proprio arcivescovo Michele Seccia, in Visita Pastorale, che, indetta nella prima domenica di Avvento del novembre 2022, si concluderà nel prossimo Anno Giubilare 2025.

 

 

Ci si è incontrati “senza alcun filtro” e senza “l’affanno di organizzare l’apparenza e curare la cornice”, ma nell’immediatezza e nella spontaneità della quotidianità della vita di una famiglia, affaccendata come suggerisce l’icona di Betania (Lc 10,38-42, scelta dallo stesso pastore della diocesi come filo conduttore della visita pastorale), con le figure di Marta e Maria che ospitano nella loro casa la Parola, mettendosi in ascolto e al suo servizio.

“Sono venuto a pregare con voi e per voi, così che voi, che pregate per me in ogni Eucarestia, almeno vedete la mia faccia - ha esordito con simpatica ironia l’arcivescovo - ma anche per conoscervi ed ascoltarvi, guardandovi negli occhi personalmente”. Da qui è partita un’esperienza che ha sicuramente segnato quanti hanno avuto modo di accostarsi al pastore come ci si accosta al padre, o ad un amico o fratello, facendogli respirare e respirando a propria volta aria di festa e di famiglia.

Così è stato in tutti gli incontri, dall’inizio alla fine di questa ‘tre giorni’ di grazia: dall’incontro con gli ammalati e gli anziani nelle case di riposo, all’assemblea parrocchiale con gli appartenenti ai gruppi ecclesiali e con altri fedeli laici un po' più ‘lontani’, ma curiosi di ascoltare e dialogare con il proprio vescovo; negli incontri con alcune realtà commerciali della piccola Novoli e nella festosa accoglienza dei fanciulli e ragazzi impegnati nella catechesi settimanale insieme ai propri catechisti; fino alla celebrazione eucaristica domenicale di conclusione cui è seguita la piantumazione dell’ulivo, dono dell’arcivescovo ad ogni comunità cittadina, come simbolo di rigenerazione, di pace e di speranza, e per le comunità ecclesiali e per la comunità civile, in un mondo sempre pieno di conflitti e contraddizioni.

L’arcivescovo, da buon pastore, è venuto incontro ed ha accompagnato nella ferialità delle giornate i parrocchiani: ha risposto a tutte le richieste che gli sono pervenute, non si è sottratto per una foto, una stretta di mano, una benedizione, un abbraccio, una parola di attenzione o di conforto: in ogni omelia ha sempre insistito sulla necessità di mettersi in ascolto autentico della Parola e di farla penetrare in tutti gli spazi della nostra esperienza personale e comunitaria. Da sottolineare il clima festoso e sufficientemente chiassoso, con cui i tanti fanciulli e ragazzi che seguono gli itinerari di iniziazione cristiana, lo hanno accolto sulle note del ‘Perché la nostra gioia sia piena’, l’inno della Visita Pastorale composto da don Biagio Mandorino, sacerdote musicista della diocesi di Otranto: clima di gioia familiare, sia per loro che per le catechiste, impreziosito dai colori di tanti palloncini, dei cartelloni e di grandi lettere dell’alfabeto indossate a mò di casacche dai protagonisti che con esse hanno composto la scritta ‘Con l’amore di Dio trasformeremo il mondo’, quasi una promessa e un impegno solenne depositato nelle mani dell’arcivescovo dalle nuove generazioni.

Un bel video curato dai giovani e dagli operatori della catechesi ha sintetizzato le diverse attività formative che vedono impegnati e coinvolti molti ragazzi delle due parrocchie guidate da don Luigi. Gli stessi giovani e giovanissimi di Azione cattolica che hanno animato gioiosamente la messa conclusiva, hanno donato a mons. Seccia, una cornice con diversi fotogrammi che immortalano le tante esperienze che si vivono durante l’anno pastorale con, in primo piano, la foto dello stesso pastore della diocesi, quasi a dirgli, come usano i giovani: ‘Michele uno di noi’, ed un grande ‘Grazie’, per essere venuto a visitare la nostra ‘famiglia con due case’! Mons. Michele ‘collaboratore della nostra gioia’, ha ammesso con semplicità di essersi emozionato, cosa, peraltro ben visibile a tutti, per l’accoglienza giovanile ricevuta, ed è andato via contento di essersi sentito come un parroco in mezzo alla sua famiglia parrocchiale.

 

 

 

 

Forum Famiglie Puglia