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Inizia oggi la Visita Pastorale dell’arcivescovo Michele Seccia nel comune di San Cesario di Lecce. In questo fine settimana sarà accolto nella comunità parrocchia di Santa Maria delle Grazie. Mons. Gino Scardino presenta ai lettori di Portalecce la parrocchia che guida dal settembre del 2000.

 

 

 

 

Don Gino, quale realtà sociale e parrocchiale troverà l’arcivescovo venendo in visita pastorale a San Cesario nella tua comunità parrocchiale?

 

Tempi non facili ma carichi di speranza per la nostra comunità di San Cesario come lo è per la società attuale. La comunità parrocchiale è attiva al suo interno; è aperta al territorio e collabora con la realtà civile e sociale. Una amministrazione municipale coesa e volenterosa lavora con impegno per il bene del paese. La vicinanza con la città di Lecce non favorisce né un bisogno di socializzazione specie dei giovani, né una inventiva di imprenditoria economica. Le difficoltà si evidenziano a causa di una chiusura sociale e di una non adeguata situazione economica nei confronti dei reali bisogni delle famiglie. Disoccupazione e povertà economica specie nel ramo giovanile sono causa di disagi sociali. La parrocchia - con i suoi gruppi di impegno cristiano e con una nutrita presenza e feconda testimonianza di Azione cattolica - è molto attiva ed è di sollecita nel promuovere numerose iniziative a livello ecclesiale e sociale; coinvolge le famiglie e le presenze associative (cattoliche e non), nel risvegliare una maggiore coesione sociale e una più attiva solidarietà nell’affrontare alcune povertà.

 

 

Quali sono i punti di forza e le fragilità più evidenti della tua comunità nei tre ambiti di catechesi, liturgia e carità?

 

Obiettivo di fondo è dar vita a una comunità parrocchiale intesa come “famiglia di famiglie”. Tale progetto chiama in causa il consiglio pastorale, operatori pastorali e i gruppi ecclesiali impegnati nei tre ambiti. Prioritaria è l’evangelizzazione e la catechesi. I catechisti e gli educatori, tutti formati attraverso la Scuola diocesana di formazione teologica o presso l’Issrm “don Tonino Bello”, sono impegnati nella catechesi settimanale dei fanciulli, dei ragazzi e dei giovani-adulti. Nell’iniziazione cristiana sono coinvolti i genitori per una necessaria e sinergica educazione umana e cristiana dei figli. Una nota di fragilità si evidenzia nel non pieno coinvolgimento di tutte le famiglie. La liturgia è molto curata grazie all’impegno dei lettori, accoliti e al gruppo dei ministranti guidato dagli educatori. La partecipazione alle celebrazioni liturgiche non è ancora al livello pre-pandemico. Molto curato il canto liturgico dei due cori parrocchiali. Infine, da anni opera con una propria sede la Caritas parrocchiale e il Centro di ascolto che cercano di venire incontro alle non poche povertà economiche e sociali presenti sul territorio. Numerose le famiglie di immigrati che chiedono aiuto. La Caritas collabora inoltre sia con la Casa della Carità, sia con il Centro di auto alla vita (Cav). Anche il piccolo Gruppo di volontariato vincenziano si impegna nel campo caritativo.

 

 

Che cosa vi attendete dalla visita pastorale e quali sono gli obiettivi da raggiungere a breve e media scadenza?

 

La presenza e i messaggi dell’arcivescovo saranno certamente un sollecito a camminare con maggiore entusiasmo e impegno. La sensibilizzazione della fase preparatoria sta conducendo i fedeli a ben vivere i tre giorni di visita pastorale. Tale evento straordinario provocherà in tutti un desiderio e un impegno a meglio curare la formazione personale e comunitaria attraverso i “cammini di fede”; e a prendere parte attiva nei vari gruppi ecclesiali esistenti in parrocchia (Gruppo catechistico, Gruppo di lettori e accoliti, Azione cattolica, Apostolato della preghiera, Gruppo Padre Pio e gruppi Domenicano e Vincenziano).

 

 

 

Forum Famiglie Puglia