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Mater Domini in Pisignano e Maria Ss Assunta in Vanze sono interessate in questi giorni dalla visita pastorale di mons. Michele Seccia, arcivescovo metropolita di Lecce.

 

 

 

Sono giorni intensi, in cui il pastore conoscerà più da vicino le ricchezze e i bisogni di questi piccoli borghi salentini, carichi di storia, fede ed arte. Da pochi mesi don Angelo Rizzo è l’unico parroco delle due comunit. Mercoledì è stato ospite della rubrica di Radio Portalecce, “Servi inutili… Ma a tempo pieno”, condotto da Antonio Soleti. Don Angelo si è raccontato ma soprattutto ha fatto un primo bilancio della sua prima esperienza da parroco (GUARDA)

 

Don Angelo, quale realtà sociale e parrocchiale trova l’arcivescovo venendo in visita pastorale a Pisignano e Vanze?

Venendo in mezzo a noi, l’arcivescovo troverà due comunità ecclesiali gioiose ed entusiaste nel vivere la propria appartenenza alla fede cattolica. Nonostante le difficoltà del passato, hanno saputo portare avanti la trasmissione della fede, mantenendo un alto spirito di comunità e di collaborazione fraterna. Comunità generose, che soprattutto nel tempo di pandemia, hanno dimostrato tanta solidarietà. È stato bello anche leggere nei loro volti la gioia nell’apprendere l’arrivo di un nuovo parroco, dopo anni di assenza. In effetti, si respirava in queste realtà il bisogno di una guida solida e stabile, capace di fare da collante tra i tanti carismi e talenti diffusi.

 

Quali sono i punti di forza e le fragilità più evidenti della tua comunità nei tre ambiti di liturgia, catechesi e carità?

Molto curate sono le celebrazioni liturgiche, con una buona partecipazione dei laici nella programmazione e preparazione della vita sacramentale: forte, infatti, è l’amore dei fedeli verso le loro chiese parrocchiali, che curano con tanta dedizione e premura.

 

Che cosa vi attendete dalla visita Pastorale e quali sono gli obbiettivi da raggiungere a breve e media scadenza?

Adesso la visita dell’amato pastore accende nei cuori di ciascuno il desiderio di una rinnovata ripartenza e, insieme, di una partecipazione più convinta e gioiosa alla vita cristiana parrocchiale. A questo, il desiderio che tali realtà non continuino più ad essere abbandonate dalle loro istituzioni civili, su cui pendono giudizi poco positivi a causa della trasandatezza di cui gli stessi abitanti sono vittime.

 

 

 

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