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Semplice, ma intensa e partecipata, la celebrazione eucaristica di apertura della Visita Pastorale, presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia ieri sera nella cattedrale di Lecce alla quale ha partecipato, oltre ai vescovi Palmieri e Pezzuto, il clero diocesano quasi al completo. 

 

 Visita Pastorale

 

La solenne liturgia domenicale è stata trasmessa in diretta da Portalecce tv e daTele Dehon (GUARDA).

Quattro momenti hanno caratterizzato la celebrazione: la lettura, da parte di mons. Mauro Carlino, segretario arcivescovile, del decreto di indizione della Santa Visita e della costituzione dell’Ufficio preposto composto dai convisitatori (mons. Luigi Manca, mons. Antonio Montinaro, don Damiano Madaro, don Vito Caputo e don Vincenzo Martella) e dai segretari (don Andrea Gelardo e don Antonio De Nanni); l'omelia dell'arcivescovo (LEGGI IL TESTO INTEGRALE), il quale ha sottolineato innanzitutto la bellezza e la grandezza del tempo quaresimale che va dalla cenere in testa all'acqua sui piedi come dice don Tonino Bello.

Partendo dal Vangelo della prima domenica di Quaresima, il pastore ha provato ad evidenziare le tre tentazioni del diavolo nei confronti di Gesù e le dinamiche che da esse scaturiscono, ripercuotendosi nella nostra vita personale, familiare e comunitaria. Ha esortato dunque, a seguire l'esempio del Signore, che è Colui che illumina il nostro cammino e ci aiuta a non cadere nel buio e nelle trappole. Quindi, mons. Seccia, ha voluto ribadire il significato bello e profondo della Visita Pastorale, espressione massima del pastore che si fa pellegrino in mezzo al suo gregge.

Ancora una volta, ha sottolineato il suo grande desiderio, di voler incontrare, nella massima semplicità, il suo popolo, dai più piccoli ai più grandi, per incoraggiare, spronare, regalare sorrisi, portare il lieto annunzio del Vangelo. "Sarò lieto - ha aggiunto - di incontrare le autorità civili e militari, invitando ciascuno a ricercare il bene di tutti, incentivando lo spirito cristiano dell'incontro, del dialogo e del perdono". L'omelia si è conclusa con un appello ai sacerdoti a non vivere la Visita come un’ispezione ma come un incoraggiamento allo slancio pastorale. Infine, l'affidamento del pastore alla Vergine Maria e ai santi patroni della diocesi e delle comunità.

Terzo momento significativo è stata la solenne benedizione e consegna delle lampade ai quattro vicari foranei, le quali precederanno, accompagneranno e illumineranno il cammino dell’arcivescovo.

Al termine della celebrazione, il coro diocesano dei giovani, che ha animato tutta la celebrazione ha eseguito per la prima volta l'inno (SCARICA) della Visita Pastorale che diventerà la colonna sonora del cammino del pastore in tutte le comunità.

Appuntamento al 3 marzo con la prima tappa: Cavallino.

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

 

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