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Una Chiesa stanca, in affanno di risposte e sempre più di domanda di fede. Questa è l’immagine che è emersa lo scorso 5 aprile durante l’assemblea pre-sinodale diocesana tenuta a Giorgilorio nella chiesa parrocchiale della Madonna della Fiducia.

 

 

 

Alla presenza dell’arcivescovo Michele Seccia e dei referenti diocesani sinodali don Damiano Madaro e Giuseppina Capozzi, l’incontro ha dato voce alle narrazioni delle diverse realtà ecclesiali.

Nelle loro sintesi, in video e in presenza, si sono espresse le parrocchie (GUARDA) tramite le vicarie, i gruppi di lavoro dei vari ambiti dell’équipe sinodale, le religiose e consacrate della Carità, le associazioni ed enti di volontariato, su criticità e punti di forza che iniziano a delineare la nuova strada della chiesa del terzo millennio. “Una Chiesa nuova ma non diversa” come ha chiarito don Damiano. Un cammino sinodale, questo, che cerca di riscoprire l’identità del cristiano di oggi.

E proprio in questa direzione si sono articolati i diversi interventi.

Il rifiuto del diverso o dissonante, l’arroccarsi sul passato con nostalgia e nel timore del cambiamento, la difficoltà a trasmettere e comunicare una fede in cui la maggior parte dei giovani ha difficoltà a trovare ragioni, un linguaggio che non riesce più ad attrarre, la mancanza di coerenza tra dottrina e pratica della fede, lo scetticismo di chi non si sente pienamente coinvolto nella vita della Chiesa, come le religiose e consacrate, la mancanza di fraternità all’interno dei gruppi stessi, clericalismo e campanilismo: queste alcune delle criticità rilevate.

Tra proposte e punti di forza sono stati sottolineati: la necessità di una maggiore vicinanza a chi è in difficoltà, per motivi di salute o indigenza, con la creazione di centri missionari decentrati sul territorio, un’alleanza con le famiglie che sappia offrire una adeguata formazione umana ed educativa, un decentramento emotivo e culturale che sappia recuperare il valore del confronto, della disponibilità e dell’apertura.

Insomma, una Chiesa che si sta interrogando sul suo senso nella storia contemporanea, esprimendo anche realtà virtuose di slancio ed energia.

“Il Papa sta raggiungendo il suo scopo”, ha detto Suor Monica Ceroni, delle Marcelline di Lecce; il nuovo metodo di riflessione reciproca sta già producendo i primi frutti di un processo, non più eludibile, di cambiamento interiore.

Il report di Giuseppina Capozzi sull’incontro romano dei referenti diocesani, con le tappe e prospettive del Sinodo, e la preghiera collettiva condotta dall’arcivescovo hanno chiuso un momento molto importante per la crescita della Chiesa di Lecce.  (G.C.)

 

 

 

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