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Il 20 ottobre 1980 rimarrà una data memorabile per la Chiesa di Lecce e domani ne ricorrono i quarant’anni.

 

 

In quel giorno, infatti, Lecce è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con la costituzione apostolica CONFERENTIA EPISCOPALIS APULIAE di Papa Giovanni Paolo II.

Da tenere comunque presente che, nel frattempo, dal 28 settembre 1960 la diocesi non era più suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto, in quanto divenuta immediatamente soggetta alla Santa Sede in virtù della bolla CUM A NOBIS di San Giovanni XXIII.

Nel 1980, invece, quarant’anni fa, San Giovanni Paolo II, contestualmente alla soppressione delle sedi metropolitane di Brindisi e Otranto, istituì la provincia ecclesiastica salentina costituita da sei diocesi suffraganee: Otranto, Ugento-Santa Maria di Leuca, Nardò, Gallipoli, Brindisi e Ostuni. Brindisi e Otranto rimasero sedi arcivescovili.

Il 30 settembre 1986, poi, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, sia Brindisi e Ostuni che Nardò e Gallipoli, furono unite in plena unione; il numero delle suffraganee si ridimensionò così a 4 diocesi.

Mons. Francesco Minerva che, dunque, è stato l'ultimo vescovo ed il primo arcivescovo metropolita di Lecce, la sera del 20 ottobre 1980 presiedette, in una cattedrale gremita, una solenne concelebrazione alla presenza di tutto il clero diocesano e di un grande concorso di popolo.

La lapide che Minerva (testo composto dall’allora vicario generale, il Servo di Dio, mons. Ugo De Blasi) svelò la sera del 22 dicembre successivo al termine della messa - in alto, sul lato destro del presbiterio del duomo, di fronte alla cattedra -, ricorda nel dettaglio l’avvenimento storico.

Per fare memoria dell’evento, domani sera alle 19, mons. Michele Seccia, quinto arcivescovo metropolita di Lecce, presiederà la celebrazione eucaristica in cattedrale.

 

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