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Un ritiro del clero "sui generis" quello che ieri si è svolto, dalla cappella di San Gregorio Taumaturgo nel seminario di Piazza Duomo.

 

 

Presenti in quella che in tempo di pandemia è diventata il cuore della diocesi l’arcivescovo Michele Seccia e il vicario generale mons. Luigi Manca unitamente a don Damiano Madaro, vicario per la pastorale organica: da casa in oltre 80 sacerdoti e i diaconi hanno seguito la meditazione offerta da mons. Seccia.

Stante l'imminente giubileo sacerdotale di mons. Giancarlo Polito, l'arcivescovo ha proposto alla meditazione dei "presenti a distanza” il brano del capitolo 21 dell'evangelista Giovanni (la pesca miracolosa).

Dalle parole dell’arcivescovo subito una chiarificazione sul ministero presbiterale: il sacerdote non è il funzionario del sacro, quanto piuttosto l'innamorato di Cristo, il chiamato a sperimentare la comunione con Lui che può, talvolta, diventare a noi sconosciuto se essa non è puntualmente coltivata.

Evidenzia Seccia: "talvolta, anche il nostro ufficio rischia di conformarsi ad un semplice mestiere che ci costringe ad immergerci in prestazioni da eseguire, non consentendoci di godere della bellezza del rapporto con il Signore".

È in questa ottica che si svela il volto unico di Gesù che viene a togliere le nostre storie dai fallimenti per farne un mare nel quale la pesca è abbondante.

Prosegue l'arcivescovo: "al Signore non interessano i nostri fallimenti, le nostre paure, bensì la voglia di poter ascoltare la sua voce che ci invita ad andare lì dove la nostra umanità opporrebbe il rifiuto".

Il risultato? Non quello di osservare ciò che riceviamo concretamente, quanto il nascere di una nuova relazione col Signore sempre disposto ad accogliere il nostro misero bene verso di Lui e tramutarlo in amore che riabilita, che santifica e redime.

Dolci e consolanti le parole del presule leccese: "cari fratelli sacerdoti, sentiamoci interpellati da Gesù che a noi domanda un di ‘più’ di amore che gli altri idoli e stiamo certi che Egli saprà far di noi dei testimoni autentici di ciò che compirà in noi".

Terminata la riflessione dell’arcivescovo, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e i consacrati della nostra Chiesa di Lecce, per bocca del vicario generale hanno espresso i propri affettuosi auguri a mons. Polito che, visibilmente commosso, ha ringraziato in diretta video tutti chiedendo per lui il ricordo costante al Signore.

La lettura del decreto contenente le norme circa la ripresa delle celebrazioni col popolo a partire dal prossino 18 maggio ha suggellato una mattinata di intensa, particolare ed emotiva comunione sacerdotale.

 

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