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Erano in tantissimi, i fedeli presenti per l'ultimo saluto all’amato e sempre sorridente don Antonio Pellegrino, celebrato ieri pomeriggio nella chiesa di San Michele Arcangelo di Trepuzzi alla presenza orante dell’arcivescovo Michele Seccia, visibilmente commosso per tutta la cerimonia (LEGGI).

 

 

Hanno concelebrato l’eucarestia con il rito delle esequie, oltre all’arcivescovo di Lecce, mons. Cristoforo Palmieri vescovo emerito della diocesi di Rrëshen, mons. Fernando Filograna, vescovo di Nardò-Gallipoli, don Vito Caputo, vicario generale, il parroco di San Michele Arcangelo, don Emanuel Riezzo, i parroci di Trepuzzi e molti sacerdoti della diocesi.

Presenti anche tutte le istituzioni, tra cui il primo cittadino, Giuseppe Maria Taurino, che ha voluto ricordare, con un lungo messaggio, il suo storico parroco, raccontando come “la straordinarietà di don Antonio non era che fosse conosciuto da tutti, cosa più che scontata, ma era quella che lui conosceva la vita di tutti. Ne aveva voluto non solo partecipare agli eventi della nostra esistenza ma ne aveva anche voluto condividere le gioie e le sofferenze in momenti più intimi facendo sentire la sua voce di pastore che ama e ha addosso l’odore del suo gregge condividendo tutti gli aspetti, soprattutto quelli legati alle fragilità”.

“E lo ha fatto - ha proseguito il sindaco - attraverso tanti momenti della vita pubblica, operando, non solo predicando ma facendo tante opere buone e stimolando tutti noi all’attenzione verso le periferie non solo urbane ma anche esistenziali, con tanto amore e dedizione che nessuno di potrà mai dimenticare, donando tutto sé stesso e facendo sentire sino all’ultimo suo respiro la voglia di dare agli altri, mai di ricevere”.

“La memoria, la partecipazione - ha concluso Taurino - e il ricordo così appassionato che ognuno di noi ha potuto dare e che dà testimonianza dell’amore che gli abbiamo donato sarà vano se non continueremo ad essere una città migliore di quella che siamo stati sino ad oggi. Ti salutiamo con l’impegno di conservare la tua memoria facendone tesoro ed esempio per le nuove generazioni”.

Non ha fatto mancare il suo affetto e la sua preghiera l'arcivescovo emerito di Leccemons. Domenico D'Ambrosio, nel messaggio letto dal vicario generale.

Prima della benedizione finale, il ricordo dei nipoti che hanno definito lo zio Papa, pastore e benefattore della comunità trepuzzina, parroco unico che ha rinunciato alla carriera ecclesiastica perché “sono nato nel il popolo e vivrò per il popolo”.

E a chiusura della celebrazione il sentito pensiero dell’attuale parroco di Sant’Angelo, don Emanuel, nell’ultimo saluto ha dato testimonianza “all’uomo sognatore instancabile nel presente, fino all’ultimo instante della sua vita, all’uomo costruttore di coraggio e speranza, al don Antonio Sacerdote, che a tutti avrà tirato almeno uno schiaffo per svegliarci e incoraggiarci ad andare avanti nelle difficoltà della vita. Ma anche al don Antonio delle carezze che ci ha fatto ridere e ci hai insegnato a far ridere. Al sacerdote per i sacerdoti, che camminano nelle strade e che bussano nelle case, ed infine l’ultimo saluto al nuovo sacerdote, quello celeste che entra festoso nella città santa della Gerusalemme celeste”.

 

 

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