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A distanza di una settimana, è tempo di verifica e di elaborazione. «Siate lieti nella speranza». I giovani della Chiesa di Lecce hanno fatto proprio questo versetto di San Paolo nel vivere la Giornata mondiale della gioventù diocesana del 26 novembre scorso.

 

 

 

In un pomeriggio molto articolato (LEGGI), di cui è stato scritto e di cui si è registrata la cronaca, sentire è il verbo che ha guidato più di 200 giovani in un’esperienza di condivisione e di scambio fraterno, declinato nei suoi diversi significati, che hanno voluto richiamare i cinque sensi del corpo. Sentire, cioè toccare con mano il peso di qualcosa che opprime; ovvero ascoltare il rumore delle guerre che si combattono nel mondo e di quelle che ciascuno combatte nel suo quotidiano. Sentire, cioè assaporare il gusto della condivisione attraverso un pezzo di pane, sentire il profumo della vita, come quello del nardo con il quale Gesù viene unto nel vangelo da Maria a Betania, vedere e scoprire la speranza che è dentro ciascuno. Come segno, un sasso, pietra che diventa speranza, una speranza che resta ferma e stabile per sempre.

“Spero di riuscire ad affrontare il cambiamento”, “Spero che sia un giorno nuovo pieno di emozioni”, “Spero che tutti riescano a vedere la luce anche quando tutto è buio”, “Spero che rimarrò sempre al fianco di chi mi vuole veramente bene”: sono solo alcune delle speranze scritte dai giovani sui sassi. Speranze che, attraverso il sasso, sono poi state casualmente condivise tra di loro, per ricordare a tutti che nella vita abitata da Dio è fondamentale farsi carico delle speranze gli uni degli altri.

Quanto hanno vissuto e condiviso i giovani della diocesi diventa, quindi, sorgente di speranza dalla quale ripartire per camminare insieme, dietro al Maestro, il Signore Gesù, la sola speranza del mondo e di ogni uomo e di ogni donna.

Per continuare ad alimentare questa speranza, noi, giovani leccesi, siamo invitati a vivere un nuovo momento di fraternità e condivisione il 27 e 28 dicembre, con uno sguardo a don Tonino Bello, profeta di speranza.

 

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