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È ancora vivo nel nostro cuore il ricordo di quel sabato pomeriggio del 2 dicembre di sei anni fa, quando mons. Michele Seccia varcava per la prima volta la porta della nostra cattedrale, iniziando così il suo ministero episcopale nella Chiesa di Lecce.

 

 

 

Con immensa gioia e commozione ripensiamo ai momenti salienti di quel giorno (GUARDA) nella peregrinatio verso la chiesa cattedrale, accolto da una rappresentanza dei giovani presso la Casa madre delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, accompagnato alla Casa della Carità per incontrare gli operatori Caritas e gli ospiti della casa, all’incontro con i giovani della diocesi in piazzetta Santa Chiara fino all’incontro con il clero e i religiosi nella chiesa di Sant’Irene prima di dirigersi verso la cattedrale.

È apparso da subito persona umile, sorridente, affabile, disponibile, che ha fatto del suo motto un programma e uno stile di vita: Adiutor gaudii vestri (Collaboratore della vostra gioia). Si è dimostrato empatico con i fedeli e con il clero, non ha esitato, entrando nella sua nuova diocesi, a salire sulla cattedra con la testimonianza della sua vita di pastore e modello del gregge. Risuonano ancora oggi le profonde ed emozionanti parole pronunciate al clero e ai religiosi presenti nella chiesa di Sant’ Irene: “… volete essere collaboratori della gioia? Condividiamo insieme il nostro cammino a servizio del popolo di Dio, della Parola di Dio, dell’Eucaristia e quindi della carità…”

Da quel giorno l’arcivescovo cammina al nostro fianco testimoniando lo zelo apostolico per il popolo a lui affidato con la vicinanza, in modo particolare, ai poveri, agli emarginati, ai bisognosi e a tutti coloro che desiderano ricevere la tenerezza e la carezza del pastore. Infatti, così si esprimeva Sant’Agostino: “… Per prima cosa chi presiede il popolo deve comprendere che è servo di molti. E non rifugga da questo: e non rifiuti, ripeto, di essere servo di molti, poiché il Signore dei signori non ha sdegnato di essere nostro servo…” ( Agostino, Discorso 340/A).

Ciò che più impressiona è il suo amore all’Eucaristia a tal punto da essere un’Eucaristia vivente, che si fa pane quotidiano con la sua disponibilità, sempre pronto a rispondere al telefono a chiunque, sempre e in ogni momento della giornata, come anche a non esitare ad aprire la porta dell’episcopio per tendere la mano a tutti coloro che cercano un aiuto. In questi giorni la sua testimonianza è tangibile in modo particolare a tutti quelli che incontra nella suo camminare nelle comunità della diocesi attraverso la Visita Pastorale che compie con abnegazione senza mai risparmiarsi, per rivolgere una parola di conforto, di incoraggiamento e di speranza.

Oggi a distanza di sei anni dal primo incontro con la Chiesa di Lecce, oltre ad assicurare la nostra personale e comunitaria preghiera, vogliamo ancora una volta dire al nostro arcivescovo don Michele:

Grazie per il suo servizio pronto e generoso;

Grazie per la sua umanità e la sua premura verso tutti:

Grazie per la sua infinita pazienza.

Infine, ma non per ultimo, siamo grati al Signore per la sua presenza tra noi a servizio del popolo di Dio, per l’edificazione della Chiesa e la santificazione di ogni uomo di buona volontà.

Ad multos annos, eccellenza!

*vicario generale

 

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