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Si concluderanno domani 23 novembre gli esercizi spirituali dei trentaquattro diaconi permanenti dell’arcidiocesi di Lecce.

 

 

 

Quest’anno si svolgono presso il santuario San Filippo Smaldone, a Lecce, nella casa madre delle Suore Salesiane di Sacri Cuori. Ad aprire lunedì scorso questo importante momento per la vita spirituale e formativa dei diaconi leccesi è stato personalmente l’arcivescovo mons. Michele Seccia che, dopo un momento di preghiera ha offerto la sua riflessione sulla figura del diacono oggi.

“Il diacono permanente - ha premesso mons. Seccia - è un uomo vocato alla famiglia perché è sposato, al lavoro perché deve sostenere la famiglia e al servizio della comunità. Un compito impegnativo - ha sottolineato - che richiede anche il sostegno della moglie e di tutta la famiglia. Il ruolo del diacono - ha tenuto a precisare - ha un senso se non si limita alla partecipazione alle liturgie ma se è inserito nella pratica quotidiana della carità nella comunità in cui opera. Vi raccomando - ha sottolineato più volte il pastore - il servizio e la vicinanza agli ammalati e a tutte le persone e famiglie che vivono situazioni di disagio”.

Gli esercizi sono continuati con le meditazioni di don Salvatore Corvino sul tema “Desiderio di Dio, desiderio dell’uomo”, e si chiuderanno domani con l’incontro con il card. Matteo Zuppi, nella chiesa di Sant’Irene, a Lecce per celebrare i trent’anni dalla morte di don Tonino Bello, e con la concelebrazione eucaristica, che presiederà in cattedrale subito dopo.

Quattro giorni di preghiera, riflessioni, proposte e testimonianze eccellenti per la crescita di ognuno nella vita e nel servizio.

 

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