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Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile sa bene come da qualche tempo il costo delle rate mensili sia “schizzato” in alto.

 

 

Nel suo ultimo “Dossier mutui e credito al consumo” nel quale viene analizzato “l’aumento dei tassi d’interesse decisi dalla Bce e gli effetti sui prestiti alle famiglie”, la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) ha rilevato che per quanto riguarda i vecchi mutui non è emersa “nessuna differenza per quelli a tasso fisso, mentre le rate di quelli a tasso variabile hanno subito aumenti fino al 75%”. Questo, spiega la Fabi, “vuol dire che chi pagava una rata di circa 500 euro al mese, oggi paga, al mese, 875 euro ovvero 375 euro in più”. Ed “è molto probabile” che, per via del nuovo innalzamento dei tassi d’interesse deciso dalla Bce, “le rate dei vecchi mutui a tasso variabile possano salire ancora”.

“Ci aspettiamo nei prossimi mesi, anche nel Salento, effetti devastanti sull’economia delle famiglie, in particolare di quelle più giovani e monoreddito - è il pensiero di don Nicola Macculi, direttore della Caritas diocesana di Lecce -. I nostri centri d’ascolto registrano già alcuni casi di sovraindebitamento. L’aumento delle problematicità però sono molteplici e non sono riferibili, ovviamente, al solo aumento delle rate dei mutui: siamo nel post pandemia e non si possono dimenticare le conseguenze che sul piano economico essa ha provocato anche nella nostra terra. I cosiddetti ‘nuovi poveri’ sono il frutto di una serie di concause: la perdita di molti posti lavoro e il caro vita in generale hanno messo in ginocchio le famiglie più ‘fragili’. Ci auguriamo che banche italiane accolgano favorevolmente la proposta di prolungamento temporale delle rate dei mutui variabili, sarebbe una grande boccata d’ossigeno per le nostre famiglie che hanno comprato casa”.

“La situazione è abbastanza difficile, direi preoccupante”. Non usa giri di parole, Giuliana Rossi, referente del Fondo diocesano di solidarietà della Caritas di Firenze, per descrivere quanto le famiglie, soprattutto giovani e con figli, si sono trovate a dover affrontare negli ultimi mesi per l’aumento delle rate del mutuo a tasso variabile. In un numero sempre crescente di casi sono di fatto diventate “insostenibili”, con rincari di oltre 300 euro al mese. “Per i mutui a tasso variabile stipulati qualche anno fa - spiega Rossi - si è verificata un’impennata di non poco conto”.

Per la referente del Fondo diocesano di solidarietà della Caritas di Firenze, “al momento le banche non sono sensibili a nessun intervento. Non ci stanno dando una mano, in nessuna maniera. Servirà un intervento statale per convincere le banche ad un atteggiamento diverso, a dare una dilazione o a rinegoziare, perché se i tassi d’interesse decisi dalla Bce dovessero ancora aumentare i tassi variabili non scenderanno”.

Anche a Catania, come conferma Salvatore Pappalardo, vicedirettore della Caritas diocesana, al momento “non abbiamo avuto richieste legate a questi aumenti”. Ci sono invece stati cinque casi nel primo semestre dell’anno di problemi ad onorare le rate del mutuo, ma a tasso fisso, a causa della perdita del lavoro. La città sta attraversando un periodo difficile e quello del lavoro è il primo problema perché sono diffuse le situazioni di precarietà o di occupazione irregolare non contrattualizzata”.

 

 

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