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Ventimila grazie. Due parole che per noi sono sinonimi di fiducia e di fedeltà e che, lette dalla nostra parte, rappresentano il dono inatteso e sorprendente che voi, nostri affezionati e appassionati lettori, riservate al nostro servizio.

 

 

 

Ventimila è il numero dei follower raggiunto ieri, nella giornata del compleanno dell’arcivescovo Michele Seccia, dalla nostra pagina Facebook. E, i ventimila grazie, anzitutto sono per lui. Il regalo più bello per i suoi 72 anni. Per lui che questa “voce” l’ha voluta accendere nella nostra Chiesa appena giunto a Lecce. Un giornale nuovo e diverso. Che provasse a connettersi col territorio esaltandone soltanto la bellezza, la bontà, la generosità... Delle persone e dei fatti, degli eroismi sconosciuti, delle righe di vangelo mai scritte.

Un modo originale di “uscire per strada” attraversando le vie del web e di mettersi in ascolto, dialogare con tutti e provare a fare l’esperimento di una solidarietà che si affiancasse al vissuto di carità più consueto, tipico della “Chiesa in uscita” così come pensata da Papa Francesco. Un’esperienza meravigliosa che tra qualche mese, il prossimo 8 settembre, taglierà il traguardo del primo lustro.

Non abbiamo fatto pubblicità in questi quasi cinque anni. Né alle persone, tantomeno alle comunità. Abbiamo cercato di “comunicare con il cuore” la vita del centro della nostra Chiesa diocesana, ma anche le storie delle nostre comunità, la quotidianità delle associazioni di volontariato e dei movimenti di impegno cristiano. E questa non è pubblicità: diffondere la testimonianza perché diventi traino per altri, nella società della comunicazione, è vero, può essere confuso con la réclame. Ma non è così.

In tanti lo hanno compreso. Qualcuno resiste per paura del giudizio altrui e del falso equilibrio del “che cosa mi devono dire gli altri?”. Oppure della lecita ma ingiustificabile modestia del “non sono il tipo che si mette in mostra”. Si chiama emulazione l’esperienza di chi prende spunto dall’agire altrui per fare altrettanto. E non è un difetto quando è per il bene. Senza la comunicazione non sarebbe possibile. E, mi sia perdonata una puntina di “santo orgoglio”: senza Portalecce negli ultimi anni non sarebbe stato possibile.

Ma oggi è il giorno giusto per festeggiare e per ringraziare chi ci ha messo del suo e averci consentito di varcare la linea d’arrivo dei ventimila “seguaci”, assidui frequentatori delle nostre pagine social e del nostro quotidiano online. L’arcivescovo in primis, l’aficionados per eccellenza… è proprio il caso giusto. Don Antonio Montinaro… senza il sostegno economico non tutto è possibile. Don Antonio Murrone… per l’impegno giornaliero ad aver fatto decollare la nostra webradio.  I tantissimi amici preti e laici che ci spalleggiano, ci incoraggiano e, quando ci vuole, ci criticano.

E poi loro. Don Emanuele e Don Andrea, Matteo, Paolo, Francesco, Giacomo, Sabrina, l’altro Francesco, Antonio, don Antonio, Cristiana, Alfredo, Stefania, Tonio, Riccardo, le due Manuela, Stefano, don Mauro, Giovanni, Alessio, Laura, l’altro Stefano, Alfredo, Valentina, Giuseppe, Lucia, don Adolfo (cui inviamo un abbraccio speciale), Alessio, Valentina, don Sandro, Davide, Alberto, l’altro Giovanni, Vinicio, Mauro, Andrea, don Cesare dalla Moldavia, Emilio, Gianmarco, Raffaele, i due Gianni, Maria, Simone, Luigino, Antonio (l’inviato), don Emanuel, Mirto, Sonia, Silvia, Alfio, Antonietta, Maria Chiara, don Vito, Mariella… e tutti gli altri di cui ora sfuggono i nomi.  L’allegra brigata di chi “cucina” ogni giorno il giornale, la radio e la tv. Volontari-testimoni della comunicazione, la cenerentola delle azioni pastorali. Sì, volontari-testimoni. Esattamente alla stessa altezza di come servono le comunità i volontari-testimoni della liturgia, della catechesi e della carità. A loro va il mio grazie più grande: non è la stessa cosa non averli presenti, vicini, così generosi.

Infine, voi lettori che ci seguite, ci ascoltate, ci leggete, ci guardate. Il nostro semplice e spesso faticoso servizio è per voi, che siete più di ventimila e che con il vostro affetto e la vostra fiducia sorreggete il nostro impegno. Grazie, davvero.

 

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