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“Una missione sempre più impegnativa”, questa è l’espressione pronunciata da una delle suore di Madre Teresa, mentre corre tra la ‘neve primaverile’ a portare del cibo ai poveri che sono per le strade della capitale Chisinau e vivono della carità di quanti si prendono cura di loro.

 

 

 

Era tanto attesa la buona stagione per alleggerire le fatture del gas, che fino ad ora è stato difficile saldare, invece è tornato il freddo, con la neve ed il ghiaccio. Infatti, alcuni sacerdoti e suore non hanno potuto raggiungere la capitale per la celebrazione della messa crismale.

In questi giorni i volontari della Fondazione Regina Pacis sono impegnati a portare alimenti e pacchi umanitari alle famiglie povere sparse nel Paese, soprattutto lì dove ci sono bambini. È una distribuzione che viene effettuata almeno ogni due mesi e tanto attesa. Per i bambini è una festa ed all’arrivo vanno subito a rovistare nei contenitori alla ricerca di dolci e biscotti.

Ci sono anche gli anziani che frequentano la Mensa Papa Francesco, nella capitale Chisinau, i quali sanno bene che in occasione della Pasqua cattolica, perché quella ortodossa sarà la domenica successiva, ricevono pacchi di alimenti da portare a casa. Anche questa è Pasqua.

Dall’Italia sono arrivate alcune colombe pasquali, grazie anche ad Antonio Quarta, titolare della nota ditta salentina “Quarta Caffè”, il quale è riuscito a far giungere anche altro caffè e dei cioccolatini al caffè. Gesti solidarietà che danno vita e speranza alle attività della Fondazione Regina Pacis, la quale senza i benefattori non potrebbe fare molto. Generosità esemplare anche da Mission Moldova di Trieste, alcune parrocchie dell’unità pastorale “Santa Scolastica” della diocesi di Mantova, e poi tutti gli amici di Lecce, Mantova, Bucarest, Padova, Rimini, Modena, Verona, Taranto, Udine, Firenze ed altri ancora.

Ci sono gli amici di Quistello (Mn), che ogni settimana, con non poche difficoltà, fanno partire dei carichi di alimenti ed altro per gli anziani ed i ragazzi delle case famiglia.

Questi sono itinerari di carità che purtroppo si incrociano con gli itinerari della guerra in atto e che si consuma a pochi chilometri dalla Moldavia, coinvolgendo il Paese in tanti interventi e necessità, soprattutto l’accoglienza dei rifugiati.

“In questo momento la Moldavia è in grande difficoltà - ha detto don Cesare Lodeserto, sacerdote leccese, da molti anni missionario in Moldavia - e come comunità cattolica stiamo cercando in ogni modo di essere il più possibile accanto ai poveri, dalle loro case alla strada. È una Pasqua che impegna e questo per noi vuol dire ‘lavare i piedi’, cioè uscire dal luogo della liturgia per vivere una carità che si china, ed anche con fatica, per curare e non lasciare solo nessuno, come chiede Papa Francesco”.

 

Forum Famiglie Puglia