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Ancora tensione alta in Moldavia ma questa volta non sulle piazze ma nelle aule istituzionali.

 

 

 

Il Parlamento (GUARDA)  ha votato ieri una Dichiarazione ed un disegno di legge in prima lettura che rappresentano un chiaro segnale di rottura nei rapporti del Paese con la Russia.

La prima è la “Dichiarazione sull’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina”. Il secondo provvedimento è un disegno di legge presentato dal gruppo dei deputati di governo “Azione e Solidarietà” volto a sostituire l’espressione “lingua moldava” in “lingua romena”.

Nella Dichiarazione sul conflitto ucraino, il Parlamento “riconosce che la Federazione Russa ha intrapreso una guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata contro l’Ucraina dal febbraio 2014, che il 24 febbraio 2022 si è trasformata in un’invasione su vasta scala”.

“Questo atto di palese aggressione - si legge nel testo - costituisce un crimine di guerra e una grave violazione dei principi del diritto internazionale e degli obblighi internazionali assunti dalla Federazione Russa”. Il Parlamento invita pertanto la Federazione Russa a cessare immediatamente tutte le operazioni militari in Ucraina e a ritirare incondizionatamente tutte le forze e le attrezzature di guerra dall’intero territorio ucraino.

La Dichiarazione conferma “la disponibilità della Moldavia a continuare a facilitare il transito di merci da e per l’Ucraina nel contesto dell’operazione dei “corridoi di solidarietà” e continuerà “a fornire assistenza umanitaria all’Ucraina”.

Secondo Infotag, 55 deputati del partito Pas hanno votato per l’adozione del documento sull’aggressione russa in Ucraina, mentre l’opposizione ha lasciato l’aula in segno di protesta. Anche il disegno di legge - votato in prima lettura - sulla sostituzione dell’espressione “lingua moldava” in “lingua romena” ha suscitato una serie di critiche da parte dell’opposizione che ha protestato con manifesti “Non deridere la Costituzione” e “Andatevene”, “Vergogna!”. I deputati del Pas in risposta hanno gridato “Traditori!” e c’è stata anche una piccola colluttazione tra i rappresentanti dei partiti di governo e ‘opposizione.

“Siamo in una guerra politica, come dicono ora ibrida - commenta don Cesare Lodeserto, vicario generale, da Chisinau, per cui il Parlamento ha voluto dare un chiaro messaggio alla Russia sul loro legame con l’Ue e quindi la Romania. Tutto questo nel giorno in cui si celebra il 31° anno dalla fine della guerra tra Moldavia e Transnistria. Il messaggio duplice è forte e lo hanno espresso contestualmente al G20, che oggi si è espresso allo stesso modo, anche senza la firma della Russia e della Cina. Adesso ci sarà una risposta russa… e anche a breve!”.

 

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