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La scomparsa di don Franco Lupo ha lasciato un vuoto incolmabile nel presbiterio della diocesi e in tutto il popolo salentino.

 

 

 

Sono passati due anni dalla sua morte e sembra che sia avvenuta ieri. Don Franco, fin dai suoi primi anni di sacerdozio, si era dedicato alla cura pastorale della gente semplice e, in modo particolare, era divenuto punto di riferimento per le giovani generazioni. Infatti, insegnò per tantissimi anni sia presso le scuole statali, sia nel seminario diocesano, unendo alla formazione dottrinale quella sua capacità comunicativa che lo rendeva sempre sorridente e affabile. Molte volte chiamava i suoi ragazzi: ''li uastasi'' di San Guido. Costoro, nonostante le loro monellerie, volevano tanto bene al loro sacerdote. Ricordo come, proprio a San Guido, don Franco raccontasse di quando andò alla casa di un defunto per portare in processione il feretro verso la Chiesa dove bisognava celebrare il funerale. Lungo il tragitto, alcuni ragazzi che giocavano a calcio, iniziarono a bestemmiare, allora don Franco promise loro che sarebbe ritornato. Celebrato il funerale, mantenne la promessa e rimproverò aspramente quei ragazzini, i quali, prima gli lanciarono una pietra che lo colpì alla testa, ma poi, visto che don Franco non arretrava, prontamente si scusarono con lui. Ma non finì qui. Infatti, il ''nostro prete di strada'' se li trovò davanti a sé il giorno dopo, nel confessionale. Fu questa la sua più grande soddisfazione. Don Franco parlava la lingua della sua gente e sapeva entrare nei cuori con la sua semplicità e umiltà. Pur essendo un ''prete di strada'', era, in verità, un sacerdote dotto, conosceva perfettamente il latino e, nelle sue prediche, riusciva sapientemente a combinare la sapiente citazione con l'espressione dialettale.
Don Franco fu anche un grande poeta salentino.
Con i suoi endecasillabi, fece conoscere non solo la leccesità ai suoi concittadini, ma scrisse in versi i tratti salienti di tutta la Bibbia, dimostrando profondità teologica, sapienza dottrinale e semplicità comunicativa. La sua poesia, così bella e profonda, non può però esaurire la figura di don Franco. Lui era infatti essenzialmente un sacerdote innamorato di Cristo e che volle avvicinare tutti all'amore di Dio. La sua lunghissima esperienza in Curia, la sua attività ai Teatini e il suo zelo pastorale, manifestato in tutta la diocesi, dove veniva chiamato per la predicazione, lo avevano reso noto a tanti, anche se lui, nella sua umiltà, diceva di valere molto poco. In verità, anche in veneranda età, continuò ad essere amato ed apprezzato, oltre che tanto ricercato dai sacerdoti più giovani, che in lui vedevano un modello di vita sacerdotale antico, eppur innovativo, fermo nella dottrina così come tanto aperto alle necessità di tutti. Qualche giorno prima della sua dipartita, il nostro pastore, mons. Michele Seccia, si recò da lui per celebrare la santa messa.
Don Franco da due anni ci ha lasciato e non è più tra noi, ma siamo certi che dal Cielo ci guarda e ci benedice tutti.

 

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