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Il termine latino modus nella lingua italiana è talmente e straordinariamente ricco di adattamenti che diventa difficile fare una scelta: si rischia di fare torto ai significati messi da parte altrettanto interessanti.

 

 

Non potendoli considerare tutti, mi soffermo sul più immediato e il più comune: il sostantivo “modo”, usato in tutte le salse e in ogni minestra. Quasi come il prezzemolo.

Tra i suoi non pochi sinonimi si trova comportamento, condotta, maniera e “modo” ossia misura, limite, confine, regola e così via. Si percepisce, senza tanto sforzo, che siamo in un campo in cui aleggia il senso della giusta quantità, dell’equilibrio e della continenza, dove è bandito l’eccesso, l’esagerazione, la sregolatezza, l’incontentabilità, mentre è normale il rispetto delle regole, l’osservazione dei confini (più morali che fisici) e dei doveri civici. Dove tutto funziona se esiste l’ordinarietà, la normalità. Frutto di un processo educativo? Lo stabiliremo, semmai, al termine di questa osservazione.

Intanto, nell’oceano dei sinonimi snelliamo il campo precisando che «I poeti – scrive Nicola Gardini in le 10 parole latine - riconoscono nell’amore l’arcinemico di qualunque modus. L’amore è, appunto, smodato, non vuole costrizioni e restrizioni. Rompe perfino l’ordine della natura. […] L’amore non si può trattare logicamente (“consilio”) è contraddizione, sproposito» e via su questo tono. In questo momento siffatto specifico sentimento, sia pure nobile, non ci riguarda. Semmai l’amore verso il nostro simile.

Andiamo oltre. Da modus proviene l’aggettivo modernus da cui nasce «uno degli elementi più universali dell’italiano parlato – continua l’illustre autore citato -, benché si tenda a sentirlo nel Centro e nel Sud: mo’». Al quale i leccesi danno un valore temporale, come se volessero dire adesso, ora: mo’ ene, mo!, adesso viene, ora!; mo’ mo’, or ora; mo’ mo’ aggiu spicciatu te cucenare, or ora ho smesso di cucinare; mo’ à benire, ora devi venire, subito! Espressioni da leggere col giusto tono.

Di fianco alla brevissima espressione vernacolare, attraverso la scala dei derivati (di modus) modulo, modello, comodo e altri, scopro l’imprevista esistenza di parole inglesi: commodity, bene di consumo, e airplan mode, modalità aereo, cioè «quella funzione dei dispositivi elettronici che disattiva la ricezione di onde radio».

In seguito a una recentissima notizia ricevuta, che mi ha lasciato a dir poco stupita, sosto dinanzi alla forma med-, alternanza della radice mod- da cui nascono i verbi medeor e meditor; il primo significa “io provvedo”, “io curo”, mentre meditor vuole dire “io medito” e “io modulo”. Uno compensa, integra l’altro raggiungendo, talvolta, un obiettivo comune. Fa sapere Gardini che la radice med- indica riflessione, pensiero mirato. È quello che sto cercando di fare, invitando chi legge a fare altrettanto.

Rimango entro i confini di medeor e, quindi, sul piano materilea o, se preferite, sul piano pratico escludendo, per questa volta, quello dell’intelletto.

In questo (lungo) periodo di urgenza sociale ovvero di difficoltà economiche per molte famiglie leccesi, per persone sole o ai margini della società, vi sono fornai, panettieri, ristoratori, pizzaioli e anche supermercati ben contenti di donare le eccedenze alimentari da distribuire ai sopraccennati, altrimenti si vedono costretti a gettarle nella spazzatura. Pertanto, ciascuno di loro, inconsapevolmente, “provvede”, “cura” così gli altri! Dietro al gesto quanto mai nobile, umano, di profonda solidarietà mi piace pensare che ci sarà stato senz’altro un momento di meditazione. Ecco allora che il cerchio sorto attorno alla radice mod- si chiude perfettamente.

Passando all’atto pratico - ci scusino i latini e Nicola Gardini per questa digressione - gli anzidetti benefattori sentono la necessità di un apposito circuito che si prenda carico di ritirare sistematicamente le eccedenze alimentari. Attualmente a queste benedette risorse alimentari attingono alcune (poche) associazioni di volontariato. Se ci fosse, ripeto, un coordinamento o un’organizzazione attenta a quest’azione di mutuo soccorso, i suoi benefici raggiungerebbero un numero maggiore di persone.

E, anche questa volta, si è trovata la connessione etimologica tra modus e attualità, tra modus e beneficenza, altruismo, generosità nella città di Lecce.

Facciamo in modo che questo appello/invito sia accolto – come si auspica – e sia messo in pratica…non per modo di dire!

 

Scuola Diocesana di formazione teologica