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Da alcune settimane la messa domenicale presso la parrocchia di Santa Rosa a Lecce è particolarmente frequentata e piacevolmente movimentata, come non accadeva da tempo.

 

 

La celebrazione delle 9.30 si è arricchita, infatti, di molte nuove presenze e di una veste festiva inusuale, grazie all'iniziativa di un gruppo di laici che, in accordo con il parroco, don Damiano Madaro, dopo alcune sperimentazioni anteriori al lockdown di marzo, hanno messo a punto e avviato l'esperienza di una Messa inclusiva per permettere a tutte le persone, anche le più fragili, una partecipazione coinvolgente alla celebrazione eucaristica della domenica.

I Fratelli della comunità della Casa, che è organizzata in piccola comunità di 5-7 membri, a turno, ogni settimana, preparano la messa per la domenica successiva.

Insieme, con la partecipazione di don Damiano, ci si incontra a casa per ragionare sul contenuto delle letture, identificare i punti chiave, scegliere il modo migliore per rendere accessibile ogni momento della liturgia, a più livelli. Si decide come introdurre le letture, con quali immagini accompagnarle perché sia più facile l'ascolto e la fruizione della Parola, come semplificare il linguaggio delle preghiere e delle orazioni, spesso molto astratto, quali canti proporre e proiettare a caratteri cubitali sul pannello che viene montato ogni domenica di fronte all’assemblea perché anche chi vede poco o fatica a leggere i caratteri corsivi possa cantare.

I benefici di quest'opera di servizio, come accade in ogni progetto di solidarietà, sono reciproci: è facile per tutti cogliere come la fede non sia questione di contenuti da comprendere, o di incomprensibili preghiere da recitare. La sapienza, recitava la parola di domenica scorsa, va in cerca di quelli che sono degni di lei.  Insieme si fa esperienza si come la parola di Dio raggiunga immediatamente il cuore dei più piccoli, degli Anawim, i poveri prediletti dal Signore, e di come quanti sono "adulti nella fede" debbano fare lo sforzo di ridimensionarsi, per tradurre in vita concreta ed esperienza palpabile quell'amore in cui si dice di credere facilmente a parole, e che invece rende Fratelli tutti nei fatti.

Tutti gli amici con disabilità intellettiva che partecipano da 4 domeniche alla celebrazione più a loro misura sono contenti e attendono questo appuntamento domenicale; tanti altri, che partecipano di questa celebrazione, dai bambini agli anziani, possono - nell’immediatezza del coinvolgimento e del rinnovato clima di festa che si crea - dimenticare almeno in parte i sacrifici richiesti dal distanziamento fisico e dall'uso della mascherina. 

                                                                                                    (a cura della comunità della Casa)

 

 

Scuola Diocesana di formazione teologica