Un incontro di mani e sorrisi, timido e un po’ impacciato all’inizio, come si conviene a una prima volta di qualcosa, a un battesimo del fuoco: e si sa che la festa del patrono - dei patroni - non è mai impegno da prendere sottogamba, neppure quando sei un veterano del culto, o un credente datato.

No, la festa del patrono è sempre qualcosa che esprime l’identità profonda di un popolo, il suo nome e cognome genetico. L’appuntamento in cui stabilire il feeling, la connessione, il bagno di folla in cui il “voi” diventa “noi”: soprattutto alla sua prima volta. Il luogo in cui prendere reciproche misure, in cui stabilire se il rapporto funzionerà o meno, se si possa mettere da parte quella porzione di territorio non conosciuto, di riserbo automatico, di naturale ritrosia per dare spazio all’amicizia, all’affetto, alla condivisione vera: al fidarsi, all’affidarsi reciprocamente, senza riserve.
Obiettivo raggiunto, l’altra sera, tra i fedeli leccesi in festa per Sant’Oronzo, San Giusto e San Fortunato e il nuovo arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta - che tra l’altro giusto oggi, giorno del patrono, compie 59 anni. Le coincidenze significative esistono, e le immagini, i volti, l’atmosfera complessiva di un incontro non sono contraffattibili. E raccontano di un approccio riuscito, di un contatto instaurato con successo: le pecorelle hanno “fiutato”, riconosciuto il loro pastore. Il miracolo della connessione è avvenuto, l’aggancio si è compiuto: sorrisi, croci in fronte, strette di mano, il feeling con tanti bambini - e si sa, i bambini non mentono mai. E nemmeno chi vive il suo dolore nella sofferenza fisica. O del cuore.
Nemmeno i sorrisi sanno mentire. Si può fingere su tutto, ma non in un sorriso, che quando ha in sé i semi della convenienza e del retropensiero suona sporco come una pugnalata. La sintonia non è un’opinione: la comunità dei fedeli leccesi, l'altra sera, ha “intronizzato” il suo pastore, visibilmente, in una festa collettiva di mani, auspici, abbracci. Benvenuto davvero, arcivescovo don Angelo, e buon lavoro: questi tempi difficili hanno bisogno di una guida sicura, energica, solare. Come la sua.

