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“Una piccola buona prassi in un Paese che fa fatica ad investire sulla propria storia”.

Definito così qualche giorno fa alla Bit (Borsa internazionale del turismo), la manifestazione più importante a livello nazionale nel settore turistico, LeccEcclesiae - Alla scoperta del Barocco è il progetto della cooperativa sociale ArtWork in collaborazione con l’arcidiocesi (media partner Portalecce), grazie al quale è possibile visitare (dalle 9 alle 21 nei mesi da aprile a ottobre, e dalle 9 alle 18 da novembre a marzo) alcuni fra i beni più importanti di Lecce, fra cui il duomo con la cripta, la basilica di Santa Croce, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa di San Matteo, il palazzo dell'antico seminario con il chiostro, la cappella di San Gregorio e il museo diocesano d'arte sacra.

A presentare il progetto nel padiglione della Regione Puglia, al fianco dell’assessore regionale all’industria turistica e culturale Loredana Capone, al presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, all’assessore al turismo di Lecce Paolo Foresio, e a mons. Antonio Montinaro, vicario episcopale per l'economia e l'amministrazione dell'arcidiocesi di Lecce, c’era il Presidente dell’Associazione ArtWork Paolo Babbo. A lui abbiamo rivolto qualche domanda per approfondire alcuni dati presentati a Milano e avviare una riflessione sull’efficacia ed il successo del progetto.

Presidente, LecceEcclesiae è giunto fino a Milano…

Sì, siamo stati molto contenti ed orgogliosi di aver potuto presentare i risultati di LecceEcclesiae in un contesto così importante. Ricordo ancora l’entusiasmo dell’arcivescovo quando gli abbiamo presentato per la prima volta il progetto, che avevamo mutuato dalla città di Verona. Ci siamo prefissati subito, insieme, degli obiettivi molto ambiziosi, ovvero promuovere e valorizzare parte dell'inestimabile patrimonio culturale della città, ma anche garantire il rispetto dei luoghi e prendercene cura assicurandone il decoro, contribuire alla manutenzione e al restauro dei beni culturali dell'arcidiocesi di Lecce e contribuire a rendere il lavoro nel settore culturale non solo possibile per tanti giovani, ma mezzo di realizzazione professionale e personale. Oggi, a poco più di otto mesi dall’avvio dell’attività, possiamo dire, di aver centrato gli obiettivi. E forse, mi sia consentito, di essere anche andati oltre le più rosee aspettative…

Qual è stata la più grande “sorpresa” in questi otto mesi?

Non ci aspettavamo i risultati raggiunti con il museo d’arte sacra, un luogo molto sottovalutato e visitato ogni anno da pochissime persone. Invece si tratta di un luogo di grande interesse culturale, che ospita opere di artisti di grande valore come Luca Giordano, Paolo Finoglio, Paolo De Matteis, Oronzo Tiso, i caravaggeschi. In questi mesi il museo è stato fortemente valorizzato e sono stati raggiunti risultati, oserei dire, insperati, con un record di 45mila ingressi, rispetto ai circa 4mila del 2018.

Ci può riportare qualche altro dato?

Da maggio 2019 a gennaio 2020 sono stati registrati in totale 210.146 visitatori. Sono stati 60.234, circa il 30 %, i visitatori provenienti da almeno 25 nazioni. Ben 11.204 - e mi sembra un dato altamente interessante - sono stati i residenti che hanno scelto di “fare i turisti in casa” e visitare il patrimonio culturale nelle diverse fasce orarie della giornata. Un altro dato degno di attenzione è quello relativo alle oltre 115mila persone, pari al 55% circa, che hanno visitato le chiese, anche nei giorni più caldi d’estate, nella fascia oraria dalle 12.30 alle 17, proprio nelle ore in cui le chiese erano solitamente chiuse.

Possiamo dire che la finalità di LecceEcclesiae è ben più ampia di una mera apertura dei luoghi in orari prima interdetti…

Esatto, il nostro ruolo è quello della promozione dei beni ecclesiastici ma, più in generale, del territorio. Lo facciamo attraverso 32 addetti che non solo vigilano affinché i siti vengano rispettati, ma che con professionalità offrono ai turisti tutte le informazioni di cui hanno bisogno anche attraverso la distribuzione gratuita di brochure multilingua e mappe della città. Promuoviamo il territorio e la conoscenza dei siti attraverso il sito chieselecce.it e, a breve, saremo presenti con un account Instagram. Quello che abbiamo fatto e che vogliamo continuare a fare è offrire una soluzione con servizi affidabili e duraturi, e dunque una risposta organizzata, seria, strutturata che produce effetti positivi sia nell’immediato che nel lungo periodo, a vantaggio di tutta la comunità, dai turisti, ai leccesi, agli operatori. Abbiamo contatti con oltre 500 tour operator, che si sono dimostrati molto interessati, e siamo certi che questi ottimi risultati sono solo l’inizio di una avventura straordinaria.

Senza dimenticare, infine, quanto è stato fatto in termini di restauro e manutenzione…

In soli sette mesi LeccEcclesiae ha concretamente contribuito alla manutenzione ordinaria e anche a qualche piccolo intervento di restauro sui nostri beni. Un dato che ci rallegra molto, perché pensiamo di poter essere una piccola buona prassi in un Paese che fa fatica ad investire sulla propria storia, e che rischia di perdere delle bellezze che il mondo intero ci invidia.

 

Scuola Diocesana di formazione teologica