Non sempre i riconoscimenti celebrano una carriera: a volte custodiscono un percorso umano e culturale. È quanto accaduto nella suggestiva cornice di Palazzo Valentini, storica sede della Provincia di Roma.

Nell’antico palazzo della Capitale nei giorni scorsi si è tenuta la presentazione in anteprima assoluta del nuovo libro di Lory Larva dal titolo “Martyr Vitvs: Sacrae Memoriae. Archeologia di una devozione”.
Un’opera sostenuta nell’ambito di un progetto dell’Assessorato all’istruzione e all’università della Regione Puglia, e patrocinata, all’epoca, dall’arcivescovo Michele Seccia (oggi emerito) che nasce da un lungo lavoro di ricerca, passione e certosino impegno.
Un anno complesso, attraversato da sacrifici, rinunce e scelte difficili, ha trovato senso e riscatto nella risposta del pubblico: tra richieste, apprezzamenti e attestazioni di stima, questo volume ha dimostrato di saper toccare corde profonde e risvegliare memoria e consapevolezza, intrecciando la microstoria delle pratiche devozionali alla macrostoria della fede popolare e ricostruendo (con rigore e passione, metodo scientifico e stile divulgativo) il profilo di uno dei santi taumaturghi più venerati nelle campagne e non solo del Medioevo, la cui memoria continua a parlare al nostro presente.
Riannodando i fili della tradizione popolare, questo imponente volume restituisce, attraverso il culto vitiano, l’archeologia della devozione e l’antropologia del sacro in una luce nuova e sorprendente. In quasi 850 pagine, si snoda un viaggio in cui fede e superstizione si incontrano, ricostruendo l’intreccio profondo tra storia, culto e simbolo. Dal cammino circolare dei pastori intorno ai luoghi sacri alle ‘donne del segno’ e ai guaritori, dalle presenze angeliche ai santi taumaturghi, fino alla peste danzante, al furore demoniaco, alla follia dionisiaca e al morso del cane scatenante la rabbia: ogni dettaglio svela il confine sottile tra cristianesimo e paganesimo, tra medicina e rito, tra ferita e salvezza, tra veleno e antitodo. Un racconto denso, che riporta in vita memorie arcaiche ancora capaci di evocare l’eco di un tempo lontano che continua a parlarci non solo di rituali pagani ma anche di orizzonti di santità, come esperienza viva, incarnata, capace di attraversare i secoli e illuminare il presente.
A rendere ancor più significativo l’evento, la consegna simbolica del volume al vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di teologia, che ha accolto con interesse il lavoro, manifestando apertura a una futura lettura e confronto.
In questo contesto così ricco di significato, è stata conferita alla divulgatrice scientifica salentina la “Medaglia internazionale Leone XIII” dell’Accademia Leonina, come segno di riconoscimento per l’impegno culturale, spirituale e sociale portato avanti con amore ostinato. Un sigillo su un percorso fatto di valori, visione e impegno concreto. Nel nome di un pontefice che seppe unire pensiero e compassione, giustizia e dottrina sociale, cultura e fede.
Nel cuore di questa cornice istituzionale e umana di grande rilievo (tra alti prelati, rappresentanti del corpo diplomatico, accademici, giornalisti, project manager e teologi della Santa Sede) è stato presentato in anteprima il numero zero della rivista “Sapientia Leonina”. Una nuova pubblicazione a diffusione nazionale, che guarda con fiducia alla rinascita del cristianesimo e si propone come spazio aperto al contributo di tutti: un laboratorio vivo e dinamico dove cultura, fede, arte, storia, teologia, sociologia, antropologia e dialogo interculturale possano incontrarsi e generare pensiero condiviso.
Un momento denso di significato quello del 16 ottobre scorso nella Capitale, che segna non un traguardo, ma una nuova tappa in un cammino fatto di memoria, studio e dialogo interculturale, sotto l’egida dell’Accademia Leonina guidata dal presidente-rettore Cristian Raponi. Un passo che non chiude, ma spalanca orizzonti: perché la conoscenza, quando nasce dal cuore e si fa dono, è sempre l’inizio di qualcosa che attraversa il tempo e costruisce ponti tra anime.

