0
0
0
s2sdefault

Ogni anno in Francia 700mila tonnellate di vestiti vengono buttati. Negli ultimi anni dall’Italia sono stati esportate, e quindi prodotte un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti tessili, che equivarrebbe a circa 25 kg per abitante, in media 50 capi.

 

 

 

In Francia è stato introdotto un incentivo con l’obiettivo di ridurre lo spreco nel settore del tessile. Per spingere a riparare i propri abiti per usarli ancora invece di buttarli via, la Francia ha varato il bonus riparazioni. Esso ha due obiettivi: favorire un consumo più responsabile e ridurre lo spreco di abbigliamento. Il bonus rammendo entrerà in vigore nei prossimi mesi. Prevede che chi riparerà abiti o scarpe potrà godere di un bonus di sconto che va dai 6 ai 25 euro. Per sostituire un tacco si avranno 7 euro di sconto, 8 per la suola, 8 anche per aggiustare una cerniera rotta. Un modo per ridurre l’impatto ambientale e creare occupazione nel settore della riparazione.

La misura potrebbe approdare anche in Italia, su proposta dell’associazione del comparto Lapam Federimpresa. La Lapam è un’associazione di imprese artigiane che operano nel settore della riparazione, del riciclo e del recupero di materiali. L’associazione ha già presentato una proposta di legge al Parlamento italiano per l’introduzione di un bonus rammendo simile a quello francese.

Su TikTok, seguito per lo più dal mondo giovanile, sono virali i video che mostrano nel dettaglio come riparare, sistemare e ridare vita a vecchi capi di abbigliamento.

Questo ritorno all’ago e filo e all’arte del rammendo, indica un’attenzione maggiore alla sostenibilità, collegandosi ai temi ambientali. Una delle trend forecaster di TikTok che conta 438mila follower; Mandy Lee, ha predetto che il rammendo sarà una delle tendenze più diffuse nel 2025.

L’Europa, in fondo ricorda agli stati membri che dovranno rendere obbligatoria entro il 2025 la raccolta differenziata dei vecchi indumenti usati. Questo significherà per l’Italia la necessità di riorganizzare e strutturare in modo più lineare e tracciabile la filiera dei rifiuti tessili provenienti dalle persone. Inoltre, non meno importante, questo obiettivo dovrà portare con sé una riflessione sulla qualità dell’abbigliamento.

 

Forum Famiglie Puglia