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Non ci sono parole per descrivere l'emozione, l'entusiasmo e la grande partecipazione di fedeli, provenienti anche dai paesi della diocesi, che la comunità di Torchiarolo ha vissuto, in occasione della peregrinatio delle reliquie del Beato Rosario Angelo Livatino, magistrato martire, vittima di mafia.

 

 

Le reliquie sono giunte in paese nel pomeriggio di Pentecoste, accolte da molti fedeli, dai piccoli agli anziani, accompagnate dal custode agrigentino, don Gero Manganello. La processione con tutte le associazioni parrocchiali e cittadine, ha guidato le reliquie verso la chiesa madre, lì dove, l'arcivescovo Michele Seccia, profondamente commosso, le ha ricevute nelle sue mani, le mani della Chiesa di Lecce.

In una chiesa gremita di fedeli, il pastore ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica, che l'ha visto più volte commosso dinanzi al sangue di un martire, intriso in quella camicia mista a terra, con quattro buchi di proiettili. Mons. Seccia ha esortato i fedeli, attraverso il dono dello Spirito, a conformarsi a Cristo che si mostra attraverso questi modelli di santità, testimoni della verità nella quotidianità.

Lunedì mattina poi, per ben due ore, ragazzi di quinta elementare e scuola media, hanno sostato ai piedi della reliquia, lasciandosi guidare da don Gero e dall'associazione "Libera". Tante le domande e le provocazioni provenienti dai ragazzi interessati, che con molta attenzione e curiosità hanno vissuto il tutto. 

In serata, don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile, ha presieduto l'eucarestia, succeduta poi dall'incontro con don Antonio Coluccia, alla presenza del prefetto di Brindisi, Luigi Carnevale e delle autorità cittadine. Don Antonio ben conosce la nostra terra e le sue problematiche e ha compiuto una forte opera di formazione e sensibilizzazione alla scuola del vangelo, delle sue tante esperienze e della sua formazione religiosa. Non ha esitato a sottolineare concretamente tanti drammi che la nostra terra pugliese e salentina vive. La sua voce ha fatto vibrare le corde delle coscienze di ciascuno.

A seguire poi, la veglia diocesana dei giovani, curata dallo stesso don Salvatore insieme ai giovani di Ac e alla pastorale universitaria, ai piedi dell'eucarestia, presieduta da don Gero, che ha dato voce al Beato Livatino, rendendo viva la sua memoria. Tanti i giovani, adulti e i sacerdoti convenuti.

Martedì mattina, un altro evento straordinario, forse unico, che ha visto insieme, radunati in un solo corpo ed un solo spirito, forze dell'ordine, forze armate, autorità civili e militari provenienti dalle due province di Lecce e Brindisi, insieme ai rispettivi cappellani provinciali e regionali, nella celebrazione eucaristica presieduta da mons. Luigi Pezzuto, nunzio apostolico, il quale ha sottolineato la missione di ogni convenuto. Lavoro, professione, uniti alla fede, diventano missione alla scuola del Beato Livatino e dei rispettivi patroni. Al termine, la preghiera per la patria, la benedizione solenne invocando i patroni d'Italia e delle due province. Infine, il saluto del sindaco.

Il pomeriggio, dopo la celebrazione presieduta da don Gero, alla presenza dei bambini, le reliquie sono partite alla volta di Canosa.

In serata poi, grazie alla promozione dell'Avis, un poliziotto - attore, Domenico Geracitano, insieme ai suoi ragazzi, ha sensibilizzato e istruito i tanti genitori presenti, a capire e conoscere meglio i propri figli, vigilando su di essi, stando attenti a non farli cadere nella trappola, spesso anche mortale, dei social.

Giornate uniche, storiche e indimenticabili per la comunità torchiarolese e dell'intera Chiesa di Lecce.

Tutto questo grazie all'arcivescovo Seccia, all'arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano e tutti coloro, tra sacerdoti e diacono, amministrazione comunale, carabinieri e polizia locale, operatori pastorali e liturgici, educatori e catechisti, scuole, giovani, adulti e bambini, autorità, che hanno: pregato, lavorato, creduto, atteso, costruito, custodito, gioito, realizzato tutto ciò, per la maggior gloria di Dio e del suo popolo, attraverso il Beato Rosario Livatino.

 

 

 

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