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Conclusi a Campi Salentina i festeggiamenti in onore di San Francesco d’Assisi, titolare della chiesa parrocchiale tenuta dai Cappuccini.

Il 4 ottobre,  festa di San Francesco patrono d’Italia sancita dal Parlamento come “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”, rappresenta un’occasione per continuare a proporre gli ideali e i valori del poverello e per continuare a diffondere il suo messaggio. Anche quest'anno la ricorrenza della festa ha coinvolto la cittadinanza di Campi Salentina e la parrocchia San Francesco d’Assisi in particolare.

 Le celebrazioni civili e religiose del Patrono d’Italia sono durate alcuni giorni attraverso un nutrito carnet di eventi. Si è entrati nel vivo della festa con l'inizio della novena ricca di spunti di riflessione sulla vita di San Francesco grazie anche alla testimonianza di Padre Gianni Capaccioni, missionario comboniano. Appuntamento imperdibile è stato la solenne memoria del transito, tenutasi il 3 Ottobre e che ricorda il passaggio dalla vita alla morte di San Francesco.

La funzione serale del 4 Ottobre è stata officiata dal parroco Padre Antonio Imperato che ha rammentato la bellezza della vita di san Francesco: una bellezza da emulare sotto ogni aspetto. Per ricordare inoltre il santo della natura e del creato, ha aggiunto due momenti con una forte valenza simbolica: la benedizione degli animali e la piantumazione di un alberello durante la processione in onore del Santo.

“Piantare l’albero – ha spiegato padre - vuol rappresentare un cambio di mentalità. Siamo chiamati a seminare il seme dell’accoglienza, della fraternità, dello stare bene insieme sull’esempio del santo di Assisi che ha visto nel creato i semi del Creatore”

I festeggiamenti civili sono proseguiti il giorno 5 Ottobre con “Il perdono di Francesco”, letture e musiche del Perdono della Porziuncola a cura di Ensembre Concentus di Lecce, per terminare domenica 7 Ottobre col cicloraduno e la sagra della Bruschetta allietata da: “la corrida”, dilettanti allo sbaraglio.

Il cicloraduno è la classica bicicletta per le strade e campagne del paese ed è molto sentita da piccoli e grandi: centinaia i ciclisti gioiosi di vivere una mattinata insieme immersi nella natura.

La festa è finita, ma non il messaggio di San Francesco, uomo del dialogo e dell’amore per l’altro e per il mondo.

 

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