I vescovi di Puglia scendono in campo per custodire e difendere il dono della vita umana fino all’ultimo respiro.

È questo il senso dell’esortazione votata all’unanimità e diffusa al termine dell’Assemblea ordinaria della Conferenza episcopale pugliese (Cep) riunitasi a Molfetta gli scorsi 10 e 11 settembre presso il seminario regionale.
Prima di trattare i temi del fine vita a seguito delle recenti iniziative del Consiglio regionale pugliese i vescovi pugliesi si sono confrontati sul bando “Spazi dedicati allo sport in ambito oratoriale” del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Altro focus, la cura da riservare ai presbiteri, tema particolarmente a cuore ai vescovi. I pastori si sono soffermati sulle sfide della formazione al ministero ordinato, tema introdotto da una relazione del presidente della Cep, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, dal titolo “Formare presbiteri per una società e una Chiesa che cambiano” e da mons. Gianni Caliandro (rettore del seminario regionale) e don Michele Caputo (educatore dell’anno propedeutico).
Satriano - citando i discorsi di Papa Leone XIV ai seminaristi di Molfetta il 3 settembre scorso e ai cescovi di recente nomina il 10 settembre - ha assunto la ricorrenza del centenario della sede del seminario regionale come occasione di gratitudine per una storia lunga e feconda, ma anche come opportunità per interrogarsi sulle esigenze della formazione sacerdotale, in una Chiesa e in una società profondamente cambiate. Obiettivo del confronto è iniziare a immaginare un futuro per i cammini formativi a partire dalla ricchezza del percorso vissuto.
Ultimo argomento dell’Assemblea, il fine vita. La trattazione ha indotto i vescovi di Puglia a redigere e pubblicare l’esortazione “Per una cultura della cura e della dignità fino alla fine” (IL TESTO INTEGRALE).
“Il dibattito sul fine vita - scrivono i pastori pugliesi -, riacceso da recenti iniziative legislative regionali e destinato a coinvolgere anche la Puglia, interpella profondamente le nostre comunità”.
“Chiediamo alla politica - prosegue l’esortazione - di non trasformare un tema così delicato in terreno di scontro elettorale o ideologico. La vita e la morte meritano rispetto, competenza e un confronto serio nelle sedi parlamentari proprie. Come Chiesa riaffermiamo il valore inviolabile di ogni vita umana, anche quando è fragile e prossima alla morte. […] Tra l’accanimento e l’anticipazione della morte esiste uno spazio decisivo: quello della cura”.
E sottolineano che “Prima di introdurre nuove procedure sul fine vita, le istituzioni hanno il dovere di garantire concretamente ciò che già oggi dovrebbe essere diritto di tutti: cure palliative, terapia del dolore, assistenza domiciliare, hospice adeguati, sostegno alle famiglie e ai caregiver”.
“Auspichiamo che la Puglia - concludono i vescovi - scelga con coraggio una cultura della cura e della prossimità, capace di custodire la vita senza accanirsi contro la morte e di accompagnare la morte senza anticiparla. Nessuno sia lasciato solo. Nessuno sia considerato un peso. Ogni vita, fino all’ultimo istante, merita cura, rispetto e amore”.ù

