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“Il tempo, ormai vissuto freneticamente, divora i nostri giorni e li svuota dell’opportunità di essere spazio di salvezza… e il Signore viene”. Lo scrive mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, nel suo messaggio “Avvento, esercizio di speranza” (QUI IL TESTO INTEGRALE).

 

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“Il consumo vorace di ogni cosa annienta l’attesa e ci fa poveri dei sussulti del cuore… e il Signore viene! Sì! Il Signore viene, non si stanca e torna a bussare ai nostri cuori, pro-vocando la nostra responsabilità di uomini, di donne e di credenti, come i vangeli delle scorse domeniche ci hanno indicato”.

Satriano aggiunge: “Ciò che accade a livello internazionale e le situazioni di vita che registriamo a livello locale, non possono lasciarci tranquilli, indifferenti, assuefatti. Non possiamo voltare la testa dall’altra parte. Siamo chiamati a nutrire la vita, ripartendo dal nostro tempo, dai giorni che si susseguono. Siamo invitati ad aprire la quotidianità alla presenza salvifica del Signore. Siamo impegnati a una vigilanza che scruti, discerna e accolga. Ecco il tempo dell’Avvento, in cui l’attesa diviene esercizio di speranza”.

L’arcivescovo di Bari sottolinea: “Attendere è sentirsi cercati e disporsi all’incontro. Attendere è accogliere Dio che si converte all’uomo. Attendere è aprirci a quei fremiti di vita che l’Incarnazione del Figlio di Dio ha disseminato nel cuore degli uomini. Attendere è disporre i cuori all’incontro con Cristo, Principe della pace, che viene a strapparci dal lezzo delle nostre inadempienze per consegnarci al profumo di una vita che sappia amare il mondo rendendolo nuovo”.

 

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