0
0
0
s2sdefault

Cos’è la felicità? È la domanda che tutti si fanno almeno una volta nella vita. È ciò che cerchiamo sempre e ciò di cui abbiamo paura se qualcuno dovesse chiederti «Sei felice?».

 

 

 

Forse non risponderesti subito si, magari ci penseresti due/tre volte; anzi magari avresti pure paura a rispondere di sì perché magari vorresti non illuderti, perché è sempre bene stare allerta, in guardia, senza mai abbassare lo sguardo.

“Li ho uccisi perché erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia”, così confessò De Marco, il terribile omicidio di Daniele ed Eleonora. È impossibile controllare una persona infelice! Gli psicologi sono unanimi nel dire che l’invidia è il sentimento dominante nella maggior parte delle persone, la postura emotiva più comune.

“Ho visto tutte quelle persone felici, che stavano bene, e ho provato invidia". È quello che ha detto Andrea Tombolini, l’uomo che in meno di un minuto ha ammazzato un uomo, al centro commerciale di Assago, al pm di Milano, Paolo Storari che lo ha arrestato. In un minuto ha ucciso una persona e ne ha ferite cinque (tutte fuori pericolo).

Quando la felicità altrui ci ferisce, vuol dire che non stiamo bene con noi stessi. Magari abbiamo faticato per ottenere un successo simile a quello dell’altra persona, ma lei c’è riuscita e noi no. Diamo valore alla cosa, ma non possiamo evitare che ci ricordi la nostra insoddisfazione. L’invidia naturalmente è sempre esistita: i greci la personificavano in Phthònos, una specie di demone dolente, ma nel nostro mondo ha trovato la massima espressione possibile ed è sicuramente una delle peggiori cause di sofferenza dei nostri tempi. Sant’Agostino definiva l’invidia “il peccato diabolico per eccellenza”. Alda Merini scriveva “La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice».  Ed è esattamente ciò che accade, purtroppo in queste terribili notizie di cronaca.

 

Forum Famiglie Puglia