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“Santa Maria, donna di frontiera, noi siamo affascinati da questa tua collocazione che ti vede, nella storia della salvezza, perennemente attestata sulle linee di confine tutta tesa non a separare, ma a congiungere mondi diversi che si confrontano.” (don Tonino Bello).

Ieri sera, nella Chiesa di Sant’Irene, tanti ragazzi pregato per chi giace in fondo al mare, per coloro ai quali è stata stroncata la vita a causa dell’egoismo, dell’indifferenza, della paura del diverso.

Sono stati ricordati i nomi di bambini, donne, uomini troppo presto dimenticati, fratelli che fanno notizia forse solo il tempo di un sospiro, angeli che disturbano le coscienze incapaci troppe volte di guardare al di là delle barriere, talvolta scientemente costruite per delimitare i confini della (in)civiltà.

Loro, i Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio di Lecce, hanno inteso ricordare alcuni nomi di questi nostri fratelli, sprofondati nel “cimitero” del Mediterraneo, con una solenne cerimonia tenutasi nella Chiesa di Sant’Irene gremita al di là di ogni più rosea immaginazione.

Tutto era stato preparato in ogni minimo particolare.

Lettura di un brano del Vangelo secondo Matteo, salmodia, canti e una lunga, toccante e vibrante riflessione pronunciata da un esponente della Comunità di Roma, Luca Romani, che ha curato la regia di questo indimenticabile evento tenutosi per la prima volta nella città di Lecce.

Ai piedi dell’altare l’icona del Cristo. presente in tutte le cerimonie della Comunità, pareva osservare compiaciuto l’esaltazione deisSuoi figli prediletti, la glorificazione degli ultimi, la nobilitazione, quella si, degli scarti  della società del benessere ora accolti nel Regno in cui viene bandita ogni traccia di disuguaglianza, Regno, unico porto sicuro, ove approdano santificati i figli della Luce.

 

Citiamo, per dovere di cronaca, la magnifica scenografia che ha accompagnato l’evento: il cero pasquale accesso per la circostanza, i bracieri nei quali sono state collocate dai ragazzi le candele in ricordo dei cari defunti, le gerbere ed i girasoli (poi donate ai fedeli presenti) poste nelle ceste ai piedi dell’altare, il vessillo del Cristo crocifisso portato in processione dall’ingresso della Chiesa... e poi la magnifica interpretazione del coro accompagnata da impeccabili musicisti.

Un doveroso grazie a chi si è unito ai Giovani per la Pace in questo commovente momento di preghiera.

 

Forum Famiglie Puglia