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Dopo il meritato riposo è tempo di ricominciare. L’Ufficio scuola e l'Ufficio insegnamento della religione cattolica della diocesi ha programmato un momento formativo nei giorni 7 e 8 settembre prossimi, per mettere al centro dell’azione didattica una tematica molto importante: "La Bibbia a scuola: il testo e l'ermeneutica della vita nell'Irc".

 

 

Un focus che interroga chi si trova a dover declinare nelle proprie classi la Sacra Scrittura all’interno di una cultura occidentale che in tante sue espressioni si è ispirata ad essa. Sotto il coordinamento di don Alessandro Saponaro, i docenti rifletteranno, con il contributo di esperti qualificati, sulla necessità di far conoscere e trasmettere i contenuti della Bibbia.

I lavori si si apriranno con una relazione sul tema: “Il concetto di competenza religiosa in prospettiva pedagogico-didattica”, durante la quale il prof. Fabio Mancini porterà i docenti di religione a riflettere sul senso che oggi ha la “competenza religiosa” all’interno del lavoro d’aula, intesa come stile di apprendimento, di ragionamento, di disposizione comportamentale e valoriale che concorre nella formazione integrale della persona, nello sviluppo della mente, dell’anima e della volontà.

Guidati poi dal prof. Michele Illiceto, esamineranno la necessità di far conoscere e trasmettere i contenuti del testo sacro perché è fondamentale “Un approccio diretto ad un testo scritto”, in quanto, il contesto in cui si ritrovano ad insegnare, porta a parlare di Dio in un mondo che ormai lo ignora, che lo ha sostituito con altri idoli. 

Un corso di formazione che permetterà di focalizzare - come ha affermato don Alessandro, direttore dell’Ufficio Irc - la nostra attenzione sulle schede relative allo studio e alla didattica sul testo biblico che vanno ad intersecare i nuovi libri di testo e di conseguenza le nostre attenzioni nell’azione d’aula”.

Strumenti utili per riflettere sulla tradizione spirituale del “popolo del Libro”, o per meglio dire “dell’ascolto”, che indica uno stile di lettura che sa armonizzare i contributi, i sensi molteplici ricavati dalla ricerca di ciascuno e il senso normativo della Parola per tutta la comunità. Una tradizione che insegna un equilibrio tra fedeltà alla “lettera” del testo e la libertà sollecitata dalla vita e dalla novità, come ha affermato don Antonio Favale intervenuto al XIX corso di aggiornamento regionale che si è tenuto ad aprile scorso sul tema “La lettura ebraica e cristiana delle Scritture”, perché “la Bibbia profuma della vita che è stata colta nei suoi diversi momenti”.

 

 

 

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