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Il Csi di Lecce ha festeggiato all'Hotel President l'importante traguardo delle cento società affiliate. Una piacevole serata trascorsa in compagnia di Vittorio Bosio, presidente nazionale del Csi, e l'assistente ecclesiastico don Alessio Albertini, oltre che a tanti altri ospiti.“Si valorizzi lo sport come momento educativo partendo da parrocchie ed oratori”.

Il Csi di Lecce ottiene un importante e strategico risultato, ovvero la centesima società sportiva affiliata. Un record storico, definito dal presidente Marco Calogiuri “solo la prima parte di una vetta ancora più alta da scalare. Non un punto d'arrivo, ma di partenza”. Più che doveroso, allora, festeggiare questo traguardo. Lo si è fatto sabato 29 settembre presso la sala ricevimenti dell'Hotel President, a Lecce, assieme ad amici e varie personalità appartenenti al mondo delle istituzioni, politica, sport e Chiesa. In particolare, tra gli ospiti della serata erano presenti il Presidente Nazionale del CSI, Vittorio Bosio, e l’Assistente Ecclesiastico Don Alessio Albertini (fratello del più noto Demetrio, ex calciatore del Milan). Buona musica, un'ottima cena e, soprattutto, la premiazione di cinque dirigenti, nonché campioni di sport, che negli anni hanno accompagnato le attività dell'Associazione e tuttora contribuiscono alla sua crescita.

SPORT, MOMENTO EDUCATIVO

“Questa serata nasce un po' per scommessa – rivela il presidente leccese Marco Calogiuri nel suo discorso iniziale – fatta due estati fa durante la nostra programmazione. Avevamo capito di poter ottenere risultati più importanti e, quindi, è subentrata l'idea di organizzare un'eventuale festa per le cento società affiliate; che, durante l'anno, sono man mano giunte attraverso l'aiuto di tutti coloro i quali ci hanno sempre creduto. O meglio, ci credono ormai da dieci anni, quando si iniziò insieme un cammino. Le persone che il Signore mi ha messo accanto sono state in grado di supportare questi sogni, dal comitato provinciale a tutti gli amici che stasera siedono qui. Noi siamo attenti, leggiamo il territorio. Bisogna andare e valorizzare lo sport come momento educativo, in qualsiasi contesto, partendo da parrocchie e oratori”.

“UN TRAGUARDO, UNA RESPONSABILITÀ”

Si brinda anche al nuovo anno associativo e la presenza di Don Alessio Albertini ne rende ancor più bello l'avvio. “Credo che quello delle cento società affiliate sia un bel traguardo per Lecce”, dice l'Assistente Ecclesiastico a portalecce. “Oltre ad una realtà viva, c'è anche una sguardo positivo verso la nostra associazione, credibile e capace di dare risposte a società sportive. È anche una grande responsabilità perché quando aumentano i numeri c'è la soddisfazione, ma anche il dover fare altrettanto bene come quando si era in pochi. Non basta esser solo bravi ad organizzare, bisogna saper voler bene ancora a tutti come se fossero gli unici. Questa è la qualità relazionale del CSI, ossia avere davanti delle persone e non solo dei tesserati o affiliati”.

Don Alessio, inoltre, ricorda un appuntamento importantissimo per la Chiesa italiana: “Si apre una stagione nuova all'insegna del Sinodo dei Giovani. Credo sia importante mettere al centro il giovane, che però deve incontrare degli adulti significativi affinché la sua vita venga segnata positivamente. I valori sono importanti, ma nello sport si trasmettono con una presenza significativa che sa contagiare. Lo sport ha di suo la bellezza di un'esperienza più che le belle parole”.

“RISCOPRIRE I VALORI, MA ANCHE IL GIOCO”

“Un nuovo anno sportivo che porterà altri frutti – rivela invece Vittorio Bosio a portalecce – perché quando c'è la tenacia, come dimostrato in questi anni a Lecce, i traguardi si raggiungono. Non solo numeri, ma anche la qualità della proposta che si sta mettendo in campo da parte dei comitati provinciali e nazionali. Il compito del CSI, da circa 75 anni, si rivolge soprattutto ai ragazzi. Abbiamo bisogno di stare nelle parrocchie e fare rete con le società di ispirazione cristiana per compiere attività vicine alle nostre idealità”.

“Dobbiamo riscoprire i valori, ma anche il gioco”, puntualizza il presidente nazionale. “Non c'è più la piazza o il cortile, si tende a fare tutto in maniera organizzata. Bisogna tornare ai valori di una volta per dire ai ragazzi di venire a giocare, socializzare e divertirsi, poi i risultati verranno dopo”.  

 

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