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Il Lecce doveva fare la partita perfetta per portare a casa un risultato utile a San Siro, contro un Milan galvanizzato dalla qualificazione alla semifinale di Champions. Il San Siro era straripante di gioia, ma anche lo spicchio dei tifosi salentini si faceva sentire.

 

 

Purtroppo, i risultati maturati sugli altri campi non erano favorevoli ai salentini, su cui rosicchiava tre punti il Verona (vincitore sul Bologna), mentre si allontanava la Salernitana, battendo 3-0 il Sassuolo. Così la lotta salvezza sembrava ridotta a Lecce, Spezia e Verona. L'Empoli, sconfitto dall'Inter, non è ancora al sicuro, così come la stessa Salernitana, che però ha, dalla sua parte, anche un calendario favorevole.
Purtroppo, la gara perfetta il Lecce non l'ha messa in campo, non per mancanza di impegno dei ragazzi e nemmeno per il carattere e la voglia pur dimostrata. Il Lecce ha però sprecato l'occasione della vita con Banda al 20' del primo tempo, che poteva far girare il match. Poi il Lecce ha provato ad affondare il colpo, ma la sterilità offensiva è parsa evidente. Ceesay ha lavorato molto per far salire la squadra, ha lottato, ma non ha per nulla inciso, sbagliando troppi controlli e scivolando spesso. La velocità di Banda, pur creando problemi, non è servita, perché lo stesso attaccante africano ha sbagliato l'ultimo passaggio o si è mangiato il gol della svolta.
Di Francesco anche ha corso, ma la sua qualità offensiva è stata pressocché inesistente. Non si poteva poi chiedere molto a Persson. Il centrocampo con Oudin è migliorato. Invece, Maleh e Gonzalez sono entrati, in un momento di difficoltà che non sono riusciti a invertire.
Della gara, si possono salvare l'impegno e la voglia. Per il resto, il match ha detto che il Lecce è vivo ma ancora malato. Una nota di merito va data a Baschirotto e a Blin, i migliori del Lecce.
Veniamo ora al match.
Mister Baroni confermava Oudin a supporto del gioco offensivo e preferiva Banda a Strefezza (in odor di squalifica a causa della diffida), confermando invece Ceesay e Di Francesco. Il Lecce era subito aggressivo, accettando gli scontri fisici contro i diretti avversari su ogni pallone. Erano particolarmente aggressivi Blin e Hjulmand, mentre il Milan, dopo i primi tamburaggianti minuti, veniva ben controllato dal Lecce, che ripartiva con frequenza. Allora il Milan si affidava ai tiri da fuori area, come quello di Tonali, ma Falcone si superava. Al 15', due minuti più tardi, diveniva protagonista Chiffi, che assegnava un rigore per il Milan per fallo di Baschirotto su Rebic. Ci doveva pensare il Var a rimettere le cose a posto e a far notare che l'intervento del difensore leccese era nettamente sul pallone. Il Lecce ripartiva a sinistra con Banda e Ceesay. Soprattutto il primo andava sempre in velocità ma al 21' si divorava il gol del vantaggio colpendo il palo di testa da soli due metri dalla porta a Maignan battuto, su bel cross di Gendrey. Oudin dava non solo qualità alla manovra giallorossa, ma difendeva bene dalla sua parte. Anche Blin si sacrificava molto e ruggiva su Tonali e su chiunque gli passasse accanto. Era la difesa giallorossa a dar prova di imperforabilità, con Baschirotto e Umtiti sugli scudi. Allora il Milan passava su schema da calcio d'angolo. Incredibile la dormita della squadra sul secondo palo, dove Leao, lasciato solo, colpiva di testa sovrastando Gendrey.
I salentini non ci stavano e ripartivano in attacco, creando altri grattacapi alla difesa rossonera, ma senza concludere a rete.
Al 47', su calcio d'angolo, Baschirotto incornava ma veniva ben contrastato. Si concludeva così il primo tempo, dove il Lecce non demeritava, ma pagava a caro prezzo l'errore commesso su calcio d'angolo rossonero. Nella ripresa, si vedeva lo stesso Lecce, determinato e aggressivo, ma meno prestativo atleticamente. Il Milan manteneva il possesso della palla, mentre il Lecce cercava di pungere in contropiede. Ceesay scivolava spesso in avanti e così i colpi di Blin e Oudin non producevano gli effetti sperati. Anche Hjulmand saliva in cattedra, ma Di Francesco e Banda erano poco ficcanti. Dopo i primi cambi del Milan, il Lecce sembrava non avere la stessa dinamicità dei lombardi. I salentini correvano spesso a vuoto e, se non correvano grandi rischi, non erano in grado nemmeno di costruire occasioni da gol.
Baroni effettuava finalmente i cambi, inserendo Persson Voerkeling per Ceesay e Strefezza per Di Francesco al 65'.
Al 69' Strefezza tirava da fuori e costringeva Maignan alla deviazione in corner. La partita si chiudeva al 74' quando Leao inventava il secondo gol partendo dalla propria metà campo e superando Hjulmand e Baschirotto.
Al 72' però il Lecce reclamava un calcio di rigore per una evidente trattenuta in area su Blin, che l'arbitro ignorava. Il Milan dilagava in contropiede, mentre il Lecce era alle corde. L'ultimo quarto d'ora era di pura accademia. Leao riceveva la meritata standing ovation, mentre il Lecce inseriva Gonzalez, Maleh e Romagnoli. L'ultimo a mollare era Baschirotto, spostato a destra, ma il problema del Lecce era la mancata marcatura.
Nella prossima gara con l'Udinese, oggi vittorioso sulla Cremonese, i salentini dovranno dimostrare la stessa vitalità, cercando però di mettere il pallone in rete, altrimenti non si può vincere .

 

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